Tentativi di rinviare anche ad autunno inoltrato la decisione della Giunta per le elezioni e speranza di un intervento di Napolitano per un “quarto grado di giudizio” che possa salvarlo da decadenza e incandidabilità. Sullo sfondo, poi, si fa strada anche l’ipotesi delle elezioni a primavera 2014 con un governo di scopo che riscriva la legge elettorale. Sono questi gli scenari delineati da Corriere della Sera e Repubblica dopo le dichiarazioni di Napolitano sulla grazia che non offrono vie d’uscita al Cavaliere a seguito della condanna definitiva per frode fiscale decisa dalla Cassazione. E, in ogni caso, l’atto di clemenza del Quirinale non sarebbe risolutivo.

Le parole del Capo dello Stato, secondo quanto riporta il quotidiano di via Solferino, per Berlusconi rappresentano una vera e propria “pietra tombale” sulla sua vita politica. Oltre a rivolgersi al Quirinale e ai democratici, il leader del Pdl e i suoi “hanno comunque ripreso a ragionare su uno scenario che sembrava allontanato: la crisi di governo quando la giunta per le Immunità del Senato voterà sulla decadenza di Berlusconi e Pd e Pdl si divideranno. E le possibili conseguenti elezioni a breve, dopo i due obbligati passaggi della legge di stabilità e dei ritocchi alla legge elettorale”. Ci sarebbe anche un percorso alternativo, se il Cavaliere decidesse di “chinare la testa”. Cosa che non farà perché, riporta il Corriere, non intende né affidarsi ai servizi sociali né tantomeno dimettersi. La speranza è dunque che il voto in giunta possa essere rinviato di qualche settimana o, nella migliore delle ipotesi, di qualche mese. Quel che è certo è che il Pdl considera quello di Letta un governo “precario”, che di fatto si tramuta in un’esperienza conclusa “con un sì alla decadenza del Pd e un no del Pdl. E a quel punto si fa strada l’ipotesi elezioni: “con la crisi, Napolitano potrebbe far nascere un governo di scopo per riformare la legge elettorale e varare la legge di stabilità, prima di andare alle urne nella primavera del 2014. E nel Pdl molti pensano già che, in questo caso, converrebbe far parte in qualche modo della partita sostenendo il governo di scopo, per evitare una legge elettorale sfavorevole”.

Un ritorno alle urne che Berlusconi ritiene sempre più auspicabile anche tra le file del Pd. Infatti, secondo Repubblica, la fretta di una parte dei democratici di arrivare al voto a Palazzo Madama sulla sua incandidabilità è legato “anche a un piano per fare saltare il governo Letta e andare subito al voto”. “Loro (i democratici, ndr) metterebbero subito da parte le divisioni e si ricompatterebbero sul sindaco di Firenze (Matteo Renzi, ndr) pur di batterci”, avrebbe detto il Cavaliere che, convinto di essere “il principale azionista e garante della tenuta del governo Letta” confida in un atto risolutivo del Colle. Napolitano secondo l’ex premier “si deve inventare qualcosa, la palla è nelle sue mani”. Richiesta di un (impossibile) “motu proprio quirinalizio” che “rende bene la sensazione di impotenza, la rabbia e il vicolo cieco in cui il leader del Pdl sa di essersi cacciato”. E mentre falchi e colombe assistono agli sfoghi del Cavaliere – “che sarà comunque alla fine ‘da solo e senza condizionamenti a decidere il da farsi – Gianfranco Rotondi su twitter annuncia che Berlusconi avrebbe deciso il suo successore nel corso di una cena. Il tweet, dal quale si deduce che nell’incontro – che non si è tenuto ad Arcore – si è discusso di sfidanti della sinistra, segue ad un attacco a Repubblica e all’Huffington Post: “Perdete bava contro il Cavaliere e manco immaginate chi sta per spedirvi all’opposizione per altri 30 anni…”.

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