All’indomani della pubblicazione dell’articolo di seguito riportato, riceviamo la seguente comunicazione dell’ufficio stampa della fondazione Insieme contro il cancro:

Insieme contro il cancro, De Lorenzo si dimette da vicepresidente

Il prof. Francesco De Lorenzo si è dimesso oggi dalla carica di vicepresidente della Fondazione Insieme contro il cancro. In una lettera inviata al presidente Francesco Cognetti, De Lorenzo spiega che “Insieme contro il cancro è nata per unire e non per dividere. Da tempo si sentiva la necessità di costituire una Fondazione che unisse gli oncologi e i rappresentanti dei pazienti, un esperienza unica finora in Europa. “Come malato di cancro, – spiega De Lorenzo – mi sono dedicato al volontariato oncologico perche il cancro cambia la vita delle persone. In questi 15 anni credo di aver aiutato a migliorare la qualità dell’esistenza degli ammalati. La missione della Fondazione è troppo ambiziosa e importante per i malati di cancro, per cui avendo preso atto che la mia presenza può rappresentare un elemento di divisione e compromettere il suo successo ti comunico di aver deciso di dimettermi da vicepresidente e membro del cda di Insieme contro il cancro. Continuerò la collaborazione come ex paziente”. Il presidente, prof. Cognetti, ha preso atto e accettato le dimissioni, sottolineando il senso di responsabilità del prof. de Lorenzo e il suo lungo impegno, come malato di cancro, a favore delle persone colpite da tumore che lo hanno portato a rappresentare come presidente della Favo oltre 500 associazioni sparse in tutto il territorio nazionale che da dieci anni gli rinnovano la fiducia come loro presidente.

Francesco De Lorenzo fa carriera. Ed è subito polemica. L’ex ministro della Sanità travolto da tangentopoli e condannato in via definitiva per danno d’immagine allo Stato negli anni di assenza dalla scena politica si era “rifatto una verginità”. Occupandosi a tempo pieno di volontariato in tema di tumori, dando vita ad una un’associazione di cui è presidente; divenendo, lo scorso giugno, presidente della European Cancer Patient Coalition (ECPC), che riunisce circa 300 associazioni di malati di cancro in tutta Europa; e promuovendo la costituzione, ufficializzata negli scorsi giorni al ministero della Salute, di una fondazione.

Insieme contro il cancro, questo il nome della fondazione di cui lo stesso ex ministro ha assunto la vicepresidenza, ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio, del ministero della Salute del Coni. Ed annovera nel “comitato d’onore”, tra gli altri, l’attuale ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il presidente della Figc Giancarlo Abete, giornalisti del calibro di Giulio Anselmi, Sarah Varetto e Mario Orfeo, il costruttore-editore Francesco Gaetano Caltagirone, il viceministro Antonio Catricalà, il regista Giuseppe Tornatore, Francesco Totti, Antonello Venditti, Carlo Verdone, la deputata di Scelta Civica Valentina Vezzali.

La notizia della nascita della fondazione, salutata con grande entusiasmo dal comitato promotore, ha però suscitato, in chi non ha dimenticato il passato di De Lorenzo e si occupa, nel terzo settore e in ambito medico-scientifico di lotta ai tumori, vivo sconcerto. Di cui si è resa interprete Grazia De Michele, ricercatrice universitaria da anni residente in Gran Bretagna. Volontaria e animatrice di un blog di informazione sui temi della prevenzione del cancro, la De Michele ha scritto, a nome di “un gruppo di pazienti, medici, ricercatori, cittadini” una dura lettera di protesta al Quotidiano Sanità. Che poi è stata trasformata in una vera propria petizione on line, a cui in pochi giorni hanno aderito quasi 500 persone, espressione in particolare del mondo del volontariato.

“Siamo perfettamente consapevoli – si legge nella petizione – della necessità di mantenere alta l’attenzione su una problematica che riguarda un numero sempre più elevato di individui, troppo spesso anche in giovane età, e nei confronti della quale le carenze sul fronte della diagnosi e della cura, oltre che dei servizi e dell’assistenza sono purtroppo ancora di grande entità”. “Data la nostra viva partecipazione a tutto ciò che riguarda questa grave malattia – prosegue la lettera-petizione – , saremmo stati dunque ben lieti di accogliere con favore la notizia se solo se ne fossero verificate le condizioni. In particolare, ha destato allarme e preoccupazione tra noi che la vicepresidenza della Fondazione sia stata assegnata a Francesco De Lorenzo, tristemente noto per gli scandali in cui è stato coinvolto nell’esercizio delle sue funzioni di ministro della Sanità e per la condanna al pagamento di cinque milioni di euro per il danno di immagine arrecato allo Stato”.

“In mano a chi stanno – si chiedono gli estensori della petizione – i nostri diritti e la nostra stessa salute? A fantasmi riemersi da pagine oscure della storia d’Italia? Come pazienti, medici, ricercatori, cittadini vogliamo essere curati e vogliamo che le nostre strutture siano in grado di poterlo fare al meglio. Ma chiediamo anche di essere rispettati. La salute dei cittadini, e in special modo una malattia come il cancro, non può e non deve essere ridotta a strumento per rifarsi una reputazione né essere oggetto di speculazioni”. 

Insomma l’ex vicerè di Napoli, che assieme a Cirino Pomicino ed a Giulio Di Donato è stato negli anni ‘90 il dominus incontrastato a Napoli e la cui riabilitazione è avvenuta anche con la chiamata a far parte dell’Osservatorio Nazionale per il Volontariato, fa ancora paura e per tanti è indigeribile. Al punto che Eugenio Senesio, noto ematologo, firmatario della petizione e che per primo denunciò nei primi anni ‘90 le storture nella catena di controllo – organizzata da Poggiolini, sodale di De Lorenzo – sull’immissione in commercio di emoderivati infetti, ha così commentato in calce alla lettera: “è […] urgente ed importante scandalizzarmi con tutti voi per l’inaspettata ”rinascita” (già notata tempo fa) di un protagonista non di secondo piano […] di un passato opacissimo che non vorrei ci facesse ri-abituare al ritorno di tante figure opache. Abbiamo già dato (e ricevuto), grazie, ora basta”.

Twitter: @albcrepaldi