Rimini dichiara guerra ai venditori ambulanti, che rispondono con una marcia di protesta. Continuano le tensioni sulle spiagge della Romagna dopo la decisione dell’amministrazione comunale di arruolare una sessantina tra volontari e guardie private a presidiare il litorale. L’iniziativa è partita in mattina e ha subito scatenato la dura reazione degli stranieri.

Marcia di protesta da parte di 100-150 venditori ambulanti sul litorale riminese. I venditori, in massima parte senegalesi, si sono dati appuntamento all’altezza del bagno 121 per poi entrare in spiaggia, privi della loro mercanzia, e camminare sulla riva, tra i turisti, fino all’altezza del bagno 100. I partecipanti alla marcia hanno più volte scandito le parole ‘lavoro e sussidio di disoccupazione‘. Prima di iniziare a camminare, davanti all’ingresso del bagno 121, e poi sulla battigia, c’è stato qualche momento concitato, quando i venditori ambulanti hanno visto spuntare tra la gente gli obiettivi dei fotografi. Davanti all’ingresso del bagno 121, nel parchetto antistante – scelto come punto di incontro dai venditori ambulanti – si sono fermati alcuni carabinieri e un paio di militari, delle ronde miste esercito-forze dell’ordine, solitamente impiegate nei consueti controlli cittadini in tema di sicurezza.

A Rimini c’è chi lo ha già ribattezzato il ‘Vigilantes Day‘. Dalla mattina del 10 fino al 24 agosto, sulla spiaggia della cittadina romagnola hanno fatto la loro comparsa – accanto agli uomini delle forze dell’ordine – i vigilanti privati, chiamati, insieme ad alcune decine di volontari di diverse associazioni, a scoraggiare i tanti venditori abusivi che si muovono sull’arenile e che nei giorni scorsi, litigandosi i ‘pezzi di spiaggia migliori, non hanno esitato a innescare risse. Dal bagno 60 al 150 si muovono, complessivamente, una sessantina di uomini tra volontari, 15 vigilantes di 5 istituti di vigilanza (il cui costo dovrebbe aggirarsi sui 60.000 euro sostenuto dalla Camera di Commercio) e dieci bodyguard di Confsicurezza impegnati su tre turni: 7.30-11.30; 15-17 e 20-23.

“Dobbiamo salvare il volto di Rimini e della città”, ha commentato il questore Alfonso Terribile, “La cosa peggiore è allontanare i venditori ambulanti violentemente: non farebbe onore ai principi di solidarietà e accoglienza che questo Paese ha sempre avuto. Sta andando benino: il dispositivo é una novità per Rimini ma non per altre città italiane. È un problema che non va visto, se non ci sono reati, in maniera violenta. È un discorso commerciale ed economico” e, forse, si potrebbe anche affrontare con “un’area” individuata per dare vita a mercatini di ambulanti.

Il sistema di controllo prevede un pattugliamento diurno di volontari e addetti alla sicurezza che si devono limitare a segnalare gli abusivi senza però poterli perquisire. La decisione è arrivata dopo le tensioni di inizio estate. Il 30 luglio scorso una maxi rissa aveva coinvolto 10 senegalesi e circa 20 cingalesi. Il bilancio era stato di un senegalese portato in ospedale con una contusione guaribile in 7 giorni e tre fermati (due suoi connazionali e un cingalese). Dopo quell’episodio, il prefetto aveva aperto un tavolo con le forze dell’ordine, il Comune, i rappresentanti delle associazioni di categoria dei bagnini e gli istituti di vigilanza, perché “il contrasto all’abusivismo commerciale – aveva spiegato il prefetto Palomba – è un problema di tutti, non può essere affrontato soltanto dalle forze dell’ordine”. Il controllo costante della spiaggia, secondo il prefetto, “non può che essere garantito a questo punto dai privati”.

E se le ronde di vigilanti privati e volontari in appoggio alla forze dell’ordine hanno strappato il plauso del segretario della Lega Nord, Roberto Maroni – “adesso tutti seguono la strada che avevo indicato. Molto bene”, ha scritto su Twitter – c’è chi preferisce andare con i piedi di piombo. Il piano – è il commento del presidente della Cooperativa bagnini Rimini Sud, Mauro Vanni – “ha senso perché è la dimostrazione che lo Stato sta cercando di recuperare un territorio diventato una sorta di terra franca. Ha senso perché dà un segnale. D’altro canto – ha aggiunto – non ha senso farlo partire ad agosto”. I venditori ambulanti “sono qualche migliaio e non è che se ne vadano via così, dopo avere speso denaro per arrivare qua, per acquistare la merce, per pagarsi il posto dove vendere. La mia paura è che si vada a uno scontro frontale: le forze dell’ordine si giocano la faccia, ma credo che i venditori questo territorio non lo mollino”.