Andare a votare per cercare un’alternativa al governo Letta sarebbe un “azzardo“. E le elzioni anticipate sono una delle più dannose patologie italiane”. Lo afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una lettera al Corriere della Sera, in risposta a un intervento dell’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti pubblicato ieri dallo stesso quotidiano. Nel quale l’ex leader di Rifondazione comunista affermava in modo perentorio: “Lei non può congelare d’autorità una delle possibili soluzioni al problema del governo del paese”, cioè il “ricorso al voto popolare”. Bertinotti non accenna alle difficoltà materiali del governo Letta, che pure sono tante: decisioni eternamente rinviate, continue tensioni con il Pdl sui guai giudiziari di Silvio Berlusconi, la fatica parlamentare sul decreto “del fare”, tra ostruzionismo e richieste di voto di fiducia. Il tema posto è di principio, con richiami alla Costituzione e allarmi sulla “post democrazia” in Europa, che vede una “rivincita delle élites”. 

Nella sua risposta, a proposito di elezioni Napolitano sostiene che “di azzardi la democrazia italiana ne ha vissuti anche troppi”. E, in proposito, ricorda il 2008, quando “dovetti sciogliere le Camere prendendo atto dello sfaldamento di una maggioranza che si supponeva omogenea (il centrosinistra guidato da Romano Prodi, ndr)”. Ma ancora di più l’intervento successivo per porre fine al governo che da quelle urne era uscito, guidato da Silvio Berlusconi: “E dovetti penare per evitare lo scioglimento della Camere nel novembre 2011 e – all’indomani dell’insiediamento del nuovo parlamento – nella primavera del 2013”. E, se il messaggio non fosse sufficientemente esplicito, ecco la chiusa della risposta a Bertinotti: “Si comprenderà che da presidente  io consideri il frequente e facile ricorso a elezioni politiche anticipate come una delle più dannose patologie italiane.   

Quanto alla “blindatura” del governo Letta, il presidente ricorda che all’inizio della legislatura, Pierluigi Bersani ricevette l’incarico di esplorare un nuovo governo “senza alcun vincolo e limite”, e neppure “i più recenti sviluppi politici” hanno fatto “delineare quella possibilità di cui l’onorevole Bersani dovette registrare l’insussistenza”. Un riferimento implicito al patto Pd.Cinque Stelle, alternativo alle larghe intese con il Pdl. E comunque, scrive ancora Napolitano, “il Parlamento è libero, in ogni momento, di votare la sfiducia al governo Letta”.