‘E’ una vicenda di grande delicatezza, sulla quale si impone la massima chiarezza: una vicenda che tocca aspetti di grandissima rilevanza per il nostro Paese e per i suoi valori fondamentali”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Emma Bonino, intervenendo alle commissioni Esteri di Camera e Senato sul caso Ablyazov

“Non lesinati sforzi “Riferisco” sulla vicenda Ablyazov “con la serenità di chi non ha lesinato alcuno sforzo, con la sensibilità di chi per passione e attività politica ha fatto della tutela dei diritti umani la ragione di un’intera esistenza e con la mia diretta testimonianza” ha aggiunto la responsabile della Farnesina. Che, ha svolto una “continua e scrupolosa attività” attraverso i suoi uffici “chiamati a gestire ex post le conseguenze di un caso per il quale abbiamo finora, giustamente, dibattuto sulla dinamica ex ante”.  

”Ripenso a qualche critica che ho letto circa un mio asserito silenzio sulla questione: la realtà è che ho invece, sin dal primo momento, promosso e sollecitato il massimo chiarimento su un caso così rilevante. L’ho fatto – ha continuato la Bonino – con l’animo e la passione di chi si occupa da una vita di diritti civili ma ho agito sulla base del rispetto delle istituzioni alle quali sono tenuta da Ministro”.  

”I nostri interventi sono stati dunque continui, incessanti e continueranno fino a quando necessario, nella considerazione che poiché si agisce da governo a governo si deve evitare, almeno in questa fase, che una serie di azioni e reazioni indebolisca la nostra struttura diplomatica ad Astana” ha proseguito Bonino che ha anche riferito che la signora Shalabayeva ha anche ringraziato per l’attenzione dimostrata al caso. L'”intrusivo atteggiamento” dell’ambasciatore kazako è stato reso noto “solo con il rapporto Pansa“; comportamento definito “inaccettabile“: e a lui è “stato espresso il forte disappunto” chiedendo che venissero rispetto “tutti i diritti e piena libertà di movimento alle due donne”. La ”priorità” è la ”tutela delle due cittadine è quanto che ci sta più a cuore. Stiamo svolgendo e continueremo a fare con forte determinazione interventi, a Astana, Bruxelles, Vilnius, per la piena libertà di movimento di Alma e la figlia: lo sento come obbligo morale, prima che politico”.  Astana ”ci ha fatto sapere di volere buoni rapporti con l’Italia. Ritengo evidente che, dopo questo episodio, la qualità dei rapporti dipenderà dalla disponibilità dei responsabili di Astana” a dare la loro “imprescindibile collaborazione” e “pieni diritti e libertà di movimento ad Alma: valuteremo, tempestivamente, le misure più opportune da adottare nei confronti dell’ambasciatore Yelemessov”. 

Sulle espulsioni dal territorio italiano, cui la Farnesina (lo è il ministero dell’Interno guidato da Angelino Alfano, ndr) non è competente, serve “una maggiore condivisione delle informazioni”: ho rappresentato al “premier, che condivide in pieno, la necessità di un nuovo e più efficace raccordo delle altre amministrazioni con il ministero degli Esteri”. 

”Si è venuta a configurare, anche agli occhi dei media, una ingiustificata responsabilità oggettiva della Farnesina, nonostante essa fosse stata del tutto estranea alla gestione e persino all’informazione sulle prime, determinanti fasi” di casi internazionali che riguardano l’Italia ha sottolineato Bonino riferendosi ai diversi contenziosi internazionali, da Ablyazov ai marò, dal fermo dell’ex agente Cia Robert Seldon Lady alla vicenda Snowden-Datagate.  

“La sua credibilità personale rischia di soccombere” sotto il “fuoco amico” del governo ha detto il senatore del M5s Luis Alberto Orellana rivolgendosi al ministro. Il M5s, ha affermato Orellana, non è soddisfatto e si aspettava che Bonino “facesse maggiormente valere il suo peso politico”. “La mia credibilità personale è per me un grande patrimonio” ed ho vissuto “con grande amarezza in queste settimane. Sono stata tormentata e non ci ho dormito ma non ho mai pensato di dimettermi” ha poi replicato la Bonino.

”Avete letto tutti le conclusioni della Commissione Pansa. Non c’è motivo per cui io sappia niente più di quanto sia scritto lì”. Su questa vicenda ”non ho altro da aggiungere” alle “autorevoli parole” del premier Enrico Letta il 19 luglio. “Questa vicenda non finisce qui. Si estende ad altri paesi, dall’estradizione spagnola all’indagine aperta a Vienna. La seguirò e continuerò a seguirla come ho fatto finora” ha concluso Bonino ribadendo che la priorità è “l’assoluta protezione” di Alma e sua figlia.