Iren accende l’inceneritore, incurante dei divieti e delle diffide di Provincia e Comune di Parma. Proprio quando l’avvio del forno di Ugozzolo sembrava in fase di stallo, invischiato tra esposti di Arpa e diffide degli enti locali che avevano denunciato irregolarità nel permesso edilizio e nelle fasi preliminari di messa in funzione, il colpo di scena arriva con una comunicazione nel tardo pomeriggio di sabato 29 giugno. “Iren Ambiente informa che, a seguito del completamento dei lavori funzionali a questa fase e dell’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte degli enti di controllo (determinazione dirigenziale Provincia di Parma n. 1472/2013 del 27/6/2013), è stato avviato in data odierna l’esercizio provvisorio del Polo Ambientale Integrato (Pai) di Parma, alla presenza degli enti di controllo”. Questa la nota stringata della società che informa dell’avvio del forno, aggiungendo che la fase di esercizio provvisorio terminerà il 26 settembre 2013.

Un atto che sembra in contraddizione con quanto diffuso da Provincia e Comune di Parma nei giorni scorsi. Giovedì la Conferenza dei servizi aveva ribadito che l’accensione dell’impianto sarebbe dovuta slittare rispetto alla data prevista del 29 giugno in quanto sull’opera mancava ancora il certificato di agibilità del Comune. L’ente guidato da Federico Pizzarotti nelle settimane scorse aveva chiesto a Iren di presentare memorie e documenti sul permesso edilizio, che per il Comune risultava scaduto, e gli addetti degli uffici di piazza Garibaldi stavano ancora analizzando tutta la documentazione presentata dalla multiutility.

Venerdì sera poi, proprio poche ora prima dell’accensione dell’impianto, sempre dal Municipio era arrivato un nuovo parere negativo sulla possibilità di avvio. Iren infatti aveva avanzato la richiesta di procedere ugualmente alla messa in funzione del forno a partire dalle ore 14 di sabato, chiedendo un’istanza di agibilità provvisoria. Per il Comune però i lavori a Ugozzolo non sono ancora terminati e per questo aveva considerato la proposta non ricevibile, “anche in considerazione del rigetto delle varianti in corso d’opera presentate il 18 giugno scorso per modifiche intervenute sul progetto”. Modifiche apportate da Iren sul progetto iniziale contenute in sette faldoni in materia ambientale, energetica, sismica e viabilistica, per cui il Comune aveva comunicato la “manifesta irricevibilità, inammissibilità e improcedibilità della domanda”. Dal Municipio l’ordine era stato perentorio: “Si ritiene non opportuno procedere all’avvio in esercizio previo ricezione delle dovute autorizzazioni”.

Sembrava un capitolo chiuso, almeno per il momento, in attesa del via libera da piazza Garibaldi e dei tempi burocratici per la visione degli atti. Ma poche ore dopo, la comunicazione di Iren ha cambiato le carte in tavola. L’accensione da parte della multiutility ha lasciato perplesso l’assessore all’Ambiente Gabriele Folli, che ha interpretato la decisione di procedere ugualmente all’avvio dell’impianto come un atto di forza: “La competenza è della Provincia, ma la Conferenza dei servizi aveva ribadito che mancava il certificato di agibilità del Comune, che non è ancora stato dato – ha commentato – I lavori non sono ancora stati completati, ma Iren ha deciso di andare avanti ugualmente. Nei prossimi giorni valuteremo la legittimità di questo atto e vedremo in quale modo procedere”.

La notizia dell’avvio dell’esercizio provvisorio del forno ha destato stupore anche negli uffici della Provincia, dove però i tecnici confermano che fino alla tarda mattinata di sabato Iren non aveva ricevuto dal Comune alcun provvedimento formale, nonostante la comunicazione alla stampa da piazza Garibaldi. La forzatura della società nel procedere secondo quanto programmato e quindi di cominciare a bruciare i rifiuti entro la fine di giugno, potrebbe essere data proprio da questa mancanza di un atto ufficiale. “Evidentemente Iren ha deciso di andare per la sua strada nonostante il Comune non abbia dato l’agibilità ai lavori – ha aggiunto l’assessore provinciale all’Ambiente Giancarlo Castellani, che ha appreso dell’avvio dell’impianto dai giornalisti – e questo potrebbe portare a un altro contenzioso. La decisione della Conferenza dei servizi era stata comunque di slittare l’accensione”.