“La memoria di quella tragica notte e delle innocenti vittime del disastro richiama il dovere di tutte le istituzioni di sostenere le indagini tuttora in corso per accertare responsabilità – nazionali ed internazionali – rimaste coperte da inquietanti opacità e ombre”. E’ quanto afferma Giorgio Napolitano sulla strage di Ustica nel giorno del 33esimo anniversario. “Nella ricorrenza del 33esimo anniversario del disastro di Ustica desidero far giungere a lei, gentile Presidente, e ai famigliari delle ottantuno vittime il mio solidale e commosso pensiero” scrive il capo dello Stato in un messaggio inviato al presidente dell’Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti. “La costante dedizione – prosegue il Capo dello Stato – con cui l’Associazione da lei presieduta coltiva la memoria di quella tragica notte e delle innocenti vittime del disastro richiama il dovere di tutte le istituzioni di sostenere le indagini tuttora in corso per accertare responsabilità – nazionali ed internazionali – rimaste coperte da inquietanti opacità e ombre”.

“Sono certo – continua Napolitano – che la celebrazione dell’anniversario attraverso l’installazione artistica collocata nello spazio antistante il ‘Museo della Memoria’ concorrerà anche quest’anno ad accrescere la partecipazione collettiva al ricordo delle vittime e a mantenere vivo – anche sulla base della recente sentenza della Corte di Cassazione – l’impegno delle istituzioni e di tutti i cittadini perche’ si onorino i principi di verità e di giustizia. Con questo spirito esprimo a lei e a tutti i famigliari l’affettuosa vicinanza mia e dell’intero Paese”. 

E nel giorno del ricordo, l’avvocatura dello Stato – secondo quanto comunicato dall’agenzia Ansa – starebbe valutando un “ricorso per revocazione” alla Corte di Cassazione per cancellare la sentenza della stessa Cassazione con la quale è stato dato il via libera definitivo al risarcimento, per 1,2 milioni di euro ciascuno, ai familiari di tre vittime della strage di Ustica. Alla base del ricorso il fatto che -secondo l’Avvocatura – la sentenza si fonderebbe su circostanze oggettive errate. La revocazione della sentenza, se dichiarata, comporterebbe un nuovo giudizio davanti alla Suprema Corte. La sentenza su Ustica – nella quale si afferma che a causa la strage fu un missile – è stata emessa dalla terza sezione civile della Cassazione che nei fatti, per la prima volta, ha convalida la condanna al risarcimento inflitta dalla Corte di Appello di Palermo, nel giugno 2010, in favore dei parenti di tre vittime che, per primi, hanno intrapreso la causa civile. La stessa azione è stata poi seguita da altri ottanta familiari costituitisi in un altro procedimento, sospeso in appello e aggiornato al 2014, per il quale i ministeri dovrebbero pagare altri 110 milioni di euro.

Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica, in occasione della commemorazione a Bologna ha ricordato: “Dobbiamo sapere chi è stato, ci hanno abbattuto un aereo civile in tempo di pace, sono quasi offesa e oltraggiata da questa sottovalutazione perchè sembra che la verità interessi solo ai parenti delle vittime, quando invece sono stati alterati i confini nazionali. Il governo si attivi in maniera diversa, pena la dignità nazionale” ha aggiunto Bonfietti che torna a chiedere di fare piena luce sui responsabili dell’abbattimento dell’aereo, accertato in tre gradi di giudizio dalla magistratura. “Mi chiedo perchè non si riesca a smuovere questo muro di gomma” ha proseguito giudicando “un obbrobrio la mancanza di sensibilità” su questo caso ancora aperto. “Manca solo la volontà politica come ha ammesso anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano -ha sottolineato l’ex senatrice- e speriamo che altri seguano il suo appello”. Quanto al ricorso presentato dall’Avvocatura dello Stato per la sospensione dei risarcimenti riconosciuti alle vittime, Bonfietti ha sostenuto che ciò “fa parte dell’incapacità del governo del paese di capire quello che sta succedendo”. “Hanno perso la prima rivolta da parte di tre parenti perderanno anche le altre e dovranno pensare a come risarcire i parenti degli 81 morti, che sono circa 400 persone”.

Chi invece resta convinto nella sua posizione è il senatore Pdl Carlo Giovanardi: “Dopo 33 anni si continua a negare l’evidenza continuando ad alimentare l’immaginario collettivo con fantasiose storie di battaglie aeree e tradimenti dei militari italiani e governi alleati, mentre non si vuole scoprire chi e perchè collocò la bomba a bordo che provocò l’esplosione dell’aereo, così come ampiamente provato dalle commissioni tecniche di indagine”. 

“Siamo arrivati ad una sentenza della Cassazione penale, passata in giudicato, che ridicolizzava l’ipotesi del missile, successivamente contraddetta da una sentenza di Cassazione civile di cui l’Avvocatura di Stato chiede oggi la revoca ‘per errore di fatto’, che si è scoperto avere come origine una decisione di primo grado assunta da un avvocato, giudice onorario aggiunto. Il vero mistero di Ustica è questo: l’accanimento ideologico verso amici ed alleati e la totale indifferenza verso il ruolo della Libia, che in altri casi venne costretta dalla comunità internazionale ad ammettere la sua diretta responsabilità per aerei esplosi in volo a causa di bombe collocate a bordo da uomini dei servizi di quel paese”.