Devono andarsene i Mutoid. La comunità di artisti d’origine inglese dovrà lasciare, nel giro di due mesi, l’area di proprietà del demanio nella zona della ex cava di via Traversale Marecchia, a Santarcangelo di RomagnaI Mutoid arrivarono a Santarcangelo nel 1991. A portarli in città fu l’ex direttore artistico del Festival dei Teatri Antonio Pisani. La Romagna piacque tanto loro che decisero di stabilirvisi, dando vita al villaggio conosciuto con il nome di Mutonia. Figlia della rave culture britannica di fine anni Ottanta la Mutoid Waste Company si è fatta conoscere in Italia per le sue sculture di grandi dimensioni, assemblate riciclando rottami metallici.

La comunità negli anni è cresciuta, si è ben integrata con il paese e ormai esiste una seconda generazione di Mutoid, bambini nati, cresciuti a Santarcangelo e iscritti alle scuole elementari cittadine. Il campo è abitato da qualche decina di persone nella stagione calda, mentre d’inverno, quando il clima è più rigido e per scaldarsi si può contare solo su qualche stufa, restano solo quelle famiglie che hanno radici stabili a Santarcangelo. “La città e il consiglio comunale – fa sapere Giovanni Razzani, responsabile delle relazioni esterne del Comune – hanno sempre tutelato il gruppo di artisti che ci ha dato tanto. Solo per citare alcune iniziative ha dato vita a laboratori per il riuso dei materiali riciclabili e a progetti nelle scuole”. A riprova del legame di amicizia e della convinzione che i Mutoid possano rappresentare anche un’opportunità di promozione per il turismo locale, il Comune ha dedicato loro una pagina dello Iat, il servizio informazioni e accoglienza turistica.

Nonostante ciò gli abitanti di Mutonia saranno costretti ad abbandonare l’area vicina al greto del Marecchia. I problemi per loro sono iniziati quando il proprietario di un terreno adiacente si è rivolto al Tar per far sì che il Comune verificasse che il villaggio fosse in regola. I sopralluoghi hanno prodotto rilievi cartografici, dai quali i giudici hanno rilevato difformità dal punto di vista urbanistico. Al villaggio di muratura non c’è quasi nulla: è tutto precario. Semplici tettoie sono diventate laboratori e le officine dove i Mutoid lavorano sono ospitate in container. Loro vivono in roulotte, vagoni-rimorchi. In seguito al pronunciamento del Tar il Comune ha emesso un’ordinanza “di demolizione e rimessa in pristino”. L’amministrazione si è dunque basata su una giurisprudenza secondo la quale il fatto che le roulotte siano fisse al suolo da molto tempo le equipara a vere e proprie abitazioni. “Ora i Mutoid possono solo fare ricorso al Tar” dichiara Razzani – Alcuni hanno già preso contatti con gli avvocati: potranno avanzare una richiesta di sospensiva dell’ordinanza, sulla quale poi dovrebbe esprimersi il Tar. Ciò permetterebbe loro di prendere perlomeno tempo e intanto la Soprintendenza di Ravenna potrebbe avere risposto alla richiesta che le abbiamo inviato come Comune di valutare la rilevanza paesaggistica dell’insediamento Mutoid”.

A Mutonia in questi giorni c’è perplessità e sconforto. Andy è arrivato al campo nel 1993 dalla Scozia, aveva 23 anni e in tasca una laurea appena conseguita. Oggi è noto soprattutto per essere il leader dei Rock’n’roll Kamikaze e fino a 3 anni fa degli Hormonauts. “Quella è casa mia – afferma – Da quando siamo arrivati la legge è stata cambiata più volte sotto i nostri piedi o sotto le nostre ruote, dovrei dire, visto che viviamo in roulotte. Prima il villaggio era in un terreno privato, poi è passato al Comune, che ci deve mandare via perché una persona sola non ci vuole. Noi non facciamo casino, di rave non se ne organizzano da 10 anni e abbiamo fatto tutto ciò che c’era da fare per cercare di rendere il campo a norma: abbiamo messo in regola le fognature, gli allacciamenti della corrente. Ci è costato tanti soldi”.

Oltre a Andy rischia di perdere casa Lupan, nome d’arte di Lucia, un’artista di origine veneta che vive a Mutonia dal 1996. “Se ce ne dovessimo andare – dice – non vedo al momento un altro posto che ci possa accogliere in quattro e quattr’otto e poi con la crisi bestiale che c’è adesso la scultura ne risente: nel monumento in cui saremo costretti a eliminare tutti i manufatti, tutti i laboratori e spostarci, non so quanti di noi valuteranno opportuno restare in Italia. Questo posto mi è entrato nel cuore e ci sentiamo tutti santarcangiolesi. Io ho anche una figlia che frequenta l’asilo comunale. Siamo toccati dalla solidarietà che stiamo ricevendo dalla popolazione, ma ora siamo nelle mani di un avvocato”. Il legale Stefano Valeriani conferma di essere al lavoro per ottenere la sospensione dell’ordinanza: “Stiamo preparando il ricorso al Tar – dichiara – nel quale cercheremo di fare emergere eventuali profili di illegittimità dell’ordinanza emessa”.

Precaria Mutonia, precario il Comune, che dal 20 giugno è stato commissariato, perché la giunta è stata battuta in consiglio sul bilancio. Che ne sarà dei Mutoid, in questo scenario di incertezza amministrativa, lo stabilirà il Tar, ma intanto gli artisti ex-girovaghi continuano a sperare che il paese non li abbandoni e si batta per proteggere Mutonia così com’è, un’isola di creatività e utopia romanticamente anarchica.