Strasburgo aumenta i controlli sulle banche. Il Parlamento Ue ha approvato i testi normativi che permetteranno alla Banca centrale europea di esercitare la supervisione bancaria con poteri rafforzati di controllo e valutazione sui maggiori istituti di credito dell’Eurozona, decidendo però di attendere la conclusione dei negoziati con Francoforte sulle disposizioni contabili per l’approvazione formale definitiva.

Con il voto di oggi, Strasburgo ha voluto rafforzare e chiarire alcuni aspetti del meccanismo di supervisione bancaria, aumentando il grado di responsabilità e controllo che graverà sulla Bce e sul suo personale incaricato di gestire il processo di analisi. “Spostare poteri dal livello nazionale a quello europeo deve andare di pari passo con la creazione di un sistema di responsabilità a livello Ue”, ha affermato la popolare belga Marianne Thyssen, relatrice del rapporto sull’attribuzione dei compiti di supervisione alla Bce.

Nell’ottica di rafforzare la responsabilità che grava sui supervisori, gli eurodeputati hanno chiesto una chiara separazione tra il personale della Bce che seguirà il controllo delle banche e quello destinato alle politiche monetarie. Viene anche rafforzato il ruolo di audizione e controllo del Parlamento Ue e dei Parlamenti nazionali sul lavoro svolto da Francoforte e quello dell’Eba, l’Autorità bancaria europea, nella realizzazione degli stress test sugli istituti di credito.

Sul tema dell’evasione fiscale, il presidente del Parlamento Ue Martin Schulz ha spiegato poi che “in questi tempi di crisi, non possiamo assolutamente permetterci di perdere ogni anno mille miliardi di euro di gettito fiscale. Vi esorto pertanto a impegnarvi quest’oggi al conseguimento dell’obiettivo di dimezzare l’ammanco fiscale entro il 2020″. E, al vertice sul tema dell’evasione fiscale, ha aggiunto: “Eliminare i paradisi fiscali a livello mondiale è un compito titanico, ma ne vale la pena. Per tale ragione dovremmo convenire oggi sulla necessità di agire con determinazione, come Ue, contro i paradisi fiscali. Come primo passo, dovremmo accordarci una volta per tutte sulla definizione di paradiso fiscale e, su tale base, stilare una lista nera“.

Altro aspetto sottolineato da Strasburgo quello della trasparenza, con un miglior accesso ai documenti, tanto per le autorità nazionali che per le banche interessate. Infine vengono offerte condizioni favorevoli per i dieci Paesi che non fanno parte della zona euro, in modo da incentivare la partecipazione alla supervisione e ridurre i rischi di una frattura del mercato unico.