L’unica cosa certa è che il gruppo della comunicazione M5S si è incontrato con Gianroberto Casaleggio 20 giorni fa a Milano. Esiste una fase 2, e in particolare riguarda la comunicazione. Alcune agenzie di stampa parlano di una mail nella quale lo staff chiede ai parlamentari di rispondere soltanto a giornalisti non catalogati come inaffidabili o in malafede. I parlamentari negano che esista un’ipotesi del genere. “Mai ricevuto nessuna mail”, dice il deputato del Veneto Mattia Fantinati al fattoquotidiano.it. La stessa risposta arriva da Rocco Casalino, che alla Camera è uno dei responsabili dei rapporti con la stampa: “E’ assolutamente falsa, non sappiamo da dove sia uscita questa bufala”. Eppure una sorta di decalogo esiste, e gira sui tavoli. Non sarà nei termini descritti con minuzia da alcuni organi d’informazione e non ci sarà nessuna testata o cronista di riferimento, ma 20 giorni fa Casaleggio è stato molto fermo: “Quello che ci è mancata fino a oggi”, ha detto, “è stata una chiara esposizione del lavoro che abbiamo fatto. Continuiamo a finire sui siti d’informazione e sui quotidiani per le polemiche che spesso sono costruire a tavolino. Questo non può andare avanti”.

Quello che ha in mente Casaleggio è rafforzare ulteriormente lo staff della comunicazione. E soprattutto non scegliere i giornalisti “buoni”, ma quali deputati far parlare in via ufficiale. In teoria dovevano essere i due capigruppo, ma anche limitare a pochi nomi la scelta si è rivelata una strategia impossibile. “Giocano a interpretare”, dice Roberto Fico, deputato napoletano, uno dei più ascoltati tra il gruppo. “La realtà è ben diversa. Da due mesi siamo entrati a far parte di quello che è un grande tiro al bersaglio, e anche noi dobbiamo difenderci. Casaleggio e Grillo non c’entrano nulla. Quello che è finito in mano ai giornalisti, prima di essere stravolto, è un report che il gruppo della comunicazione alla Camera ci fa avere ogni due settimane. Svolgono il loro lavoro, ci consegnano dei suggerimenti. Ma non c’è una linea ufficiale da seguire. E’ stato chiaro anche Grillo: noi parliamo e dobbiamo continuare a parlare con i giornalisti. Resta il punto fondamentale di non partecipare ai talk show. Queste sono le linee guida. Il resto è frutto di fantasia”.

Ma cosa dice quella che secondo i parlamentari non esiste e cosa invece raccontano le agenzie di stampa? Secondo il testo la fase 2 avrebbe regole precise e una richiesta di condotta più regolata: “Dopo diversi problemi sorti in proposito”, si legge nel testo pubblicato anche da alcuni organi d’informazione, “dovrebbe essere intensificata la presenza dei componenti del gruppo comunicazione in transatlantico e nell’atrio del palazzo. Non per un’esigenza di controllo, ma a garanzia dei deputati”. L’obiettivo è “rilasciare le interviste nella stanza grande del gruppo comunicazione dopo essersi messi in contatto con uno dei componenti”. Questo permette in futuro, sempre secondo quanto si legge, di “giocare in casa”, e registrare le interviste (cosa che già avviene ndr) per ovviare così ai tanti problemi sorti in merito. L’invito a tutti è quello di declinare le richieste di giornalisti che si sono già dimostrati inaffidabili”. Altra novità, nei programmi, è quella di “agevolare la conoscenza dei temi del giorno attraverso la creazione dell’hashtag #persaperlo, che da twitter informerà tutti i deputati sulle hot news, le notizie principali della giornata. Infine, la mail (o report, come lo si voglia chiamare) informa sotto il titolo ‘Linee guida’, che con l’avvio delle commissioni permanenti, cambierà l’organizzazione del gruppo per dare più risalto ai contenuti e al lavoro dei deputati”.