Sarà che al governo in Francia hanno la coda di paglia, dopo che un ministro delle Finanze, Jérome Cahuzac, è stato fatto fuori, a causa delle rivelazioni sui suoi conti bancari in Svizzera e a Singapore. Sarà che anche in Francia non ne possono più di pagare sempre più tasse nella corsa al risanamento della finanza pubblica, mentre i soliti furbi trovano sempre il modo di evadere. Sta di fatto che Bernard Cazeneuve, che ha preso il posto in marzo di Cahuzac, ha dichiarato guerra all’evasione fiscale, con tanto di pene fortemente inasprite.

“Gli evasori – ha dichiarato l’attuale ministro delle Finanze al quotidiano Le Parisien – hanno interesse a segnalarsi, altrimenti rischieranno fino a sette anni di prigione per i casi più gravi. Quanto a quelli che esercitano attività di occultamento o riciclaggio od ogni altra forma di delinquenza di tipo finanziario, rischieranno sanzioni penali sempre più dure”. Queste misure saranno inglobate nella legge in preparazione sulla “moralizzazione della vita pubblica”, che è stata annunciata in aprile, dopo che è scoppiato il putiferio intorno al maxievasore Cahuzac, socialista doc.

Cazeneuve ha anche ricordato che l’esecutivo sta studiando la possibilità di dare più poteri agli inquirenti “permettendo alle forze dell’ordine di indagare sui conti bancari aperti all’estero e di ricorrere alla custodia cautelare fino a quattro giorni per questo reato”. Non solo: possibilità di regolarizzazione, ma senza condoni o deroghe. “Deve esserci un processo trasparente, nel contesto del diritto comune”, ha detto Cazeneuve al Parisien. Il ministro ha voluto quindi precisare la posizione del governo a questo riguardo. Dopo che, la scorsa settimana, il ministro aveva ammesso che il governo stava studiando la possibilità di un meccanismo di regolarizzazione degli evasori. Facendo scaturire non poche polemiche…

Citando fonti sindacali, Cazeneuve ha ricordato che l’evasione fiscale in Francia determina un ammanco per le casse pubbliche compreso fra i 60 e gli 80 miliardi di euro. L’intervista al ministro è stata realizzata proprio alla vigilia di un vertice europeo che sarà dedicato a questa problematica. E dove si cercherà di convincere Austria e Lussemburgo a togliere una buona volta le loro restrizioni al segreto bancario e alla lotta all’evasione fiscale.