Programmi eliminati dal palinsesto perché “la Rai, come concessionaria del servizio pubblico in Italia” deve “avere una sua distinguibilità, una sua cifra”. In un’intervista alla Stampa il presidente della Rai Anna Maria Tarantola, a un anno dal suo insediamento, spiega che Viale Mazzini deve prediligere “la qualità, sempre, in tutto: informazione, fiction, intrattenimento”. Per questo, sottolinea, “abbiamo abolito L’isola dei famosi e Miss Italia perchè non rientravano in questo progetto“. E episodi come la trasmissione del matrimonio di Valeria Marini, dice, “sono incidenti che possono sempre succedere e spero che ne succedano sempre di meno”.

“Io penso che la Rai, con i programmi generalisti, debba arrivare a tutti. Deve fare – prosegue nell’intervista – prodotti allettanti, piacevoli, perchè se non la si vede non raggiunge l’obiettivo di servizio pubblico. Questo non vuol dire che debbano essere volgari o sensazionalisti”. Sugli 11 canali tematici, dice, “abbiamo avviato uno studio e non so se siano necessari davvero tutti”. Quanto ai conti della tv pubblica, che hanno registrato un rosso nel 2012 di 245 milioni, per Tarantola la soluzione non è aumentare il canone: “Non credo che sia politicamente possibile anche se è più basso” che in altri Stati Ue. Ma “il problema, da noi, è l’evasione che raggiunge il 27 per cento. Con 500 milioni in più, quanto ammonta l’evasione, staremmo certo meglio”.

Quanto alle accuse di ‘svendere’ la pubblicità “è stata rivista anche la politica dei prezzi, ma bisogna considerare, quando si parla di sconti, che le nostre tariffe erano più care di tre volte rispetto a quelle dei concorrenti”. Infine sulle star dell’informazione “non faccio nomi, parlo in generale. Se ci sono persone che hanno la capacità di fare approfondimento con elevata qualità e di arrivare con grandi ascolti al pubblico ben vengano”.