Domenica scorsa non è riuscito ad evitare la retrocessione del Palermo in serie B, facendo disperare un’intera città. Ma neanche oggi è una bella giornata per il capitano della squadra rosanero Fabrizio Miccoli. La procura di Palermo ha infatti iscritto il suo nome nel registro degli indagati. Il procuratore aggiunto Leonardo Agueci e i pm da lui coordinati, contestano al Romario del Salento l’accesso abusivo ad un sistema informatico, in concorso con il titolare di un centro Tim palermitano. A Miccoli sarebbero state fornite schede telefoniche contraffatte, e intestate ad altre persone. Gli intestatari di quelle schede – come racconta l’edizione palermitana di Repubblica – dopo essere stati interrogati dalla Dia, avrebbero negato una frequentazione diretta con il numero dieci rosanero, conosciuto soltanto di fama.

Ma c’è di più, dato che secondo gli inquirenti, una di quelle Sim contraffatte sarebbe stata prestata a Mauro Lauricella, figlio di Antonino Lauricella, detto “u Scintilluni”, il boss mafioso della Kalsa arrestato l’anno scorso. L’amicizia tra Lauricella Junior e Miccoli è un fatto notorio in città. Lo stesso figlio del boss della Kalsa pubblica spesso sul suo profilo Facebook foto in cui si trova in compagnia del fantasista salentino. All’epoca dell’arresto del boss della Kalsa le frequentazioni tra Miccoli e Lauricella Junior, che è incensurato, erano finite in un rapporto della Direzione investigativa antimafia, che però le considerava irrilevanti ai fini dell’indagine che portò alla cattura di Scintilluni.

In seguito il pool di magistrati coordinati da Agueci aveva deciso di aprire un fascicolo modello 45, quello previsto per gli atti non costituenti reato, sui rapporti tra Miccoli e il giovane Lauricella. Nel dicembre scorso gli inquirenti erano interessati ad uno strano incarico che il fantasista del Palermo avrebbe affidato a Mauro Lauricella: il recupero di alcuni crediti vantati da alcuni suoi amici. E proprio indagando in quella direzione i pm si sono imbattuti nello strano caso delle schede telefoniche in uso al capitano del Palermo.

Già un’altra volta le frequentazioni del capitano del Palermo avevano riempito le pagine di cronaca giudiziaria dei quotidiani. L’estate scorsa Miccoli era stato infatti sorpreso dai carabinieri del Ros mentre s’incontrava con Francesco Guttadauro, nipote di Matteo Messina Denaro, l’ultimo super boss di Cosa Nostra, ancora oggi latitante. Filippo Guttadauro è figlio di Rosalia Messina Denaro, sorella del boss di Castelvetrano, e di Filippo Guttadauro, fratello del boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro.

In quell’occasione, il giovane Guttadauro, che è incensurato come Lauricella Junior, s’incontrava con Paolo Forte, considerato dai carabinieri del Ros come uno dei fiancheggiatori di Messina Denaro. Con loro c’era anche Miccoli, probabilmente inconsapevole sull’origine familiare dei suoi accompagnatori.

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