Sospendere per decreto il pagamento dell’Imu sulla prima casa. E’ l’ipotesi a cui sta lavorando il governo Letta, mentre sui contribuenti incombe la rata di giugno, oggetto di scontro in questi giorni tra gli “abolizionisti” – soprattutto nel fronte del centrodestra – e i sindaci di diversi Comuni – compresi quelli di centrodestra – che hanno lanciato l’allarme sulla tenute dei conti degli enti locali se quell’introito programmato da tempo dovesse venire a mancare. Un Consiglio dei ministri potrebbe essere convocato già in settimana, probabilmente giovedì. Sul tappeto resta la questione fondamentale del reperimento delle risorse per il decreto che dovrà stabilire la sospensione della prima rata dovuta a giugno. Il primo impegno del governo resta dunque quello della ricerca delle coperture (circa 2-3 miliardi secondo le stime).

Alcuni contatti informali si sarebbero tenuti ieri tra gli “ambasciatori” dei partiti che compongono il governo di larghe intese. E oggi Silvio Berlusconi è tornato a battere sul tasto dell’abolizione: la fiducia del Pdl al governo Letta e “legata all’abrogazione dell’Imu”, afferma al Tg4: “E’ così, ma non per puntiglio: è cosa buona e giusta non pagare l’Imu a giugno”. Berlusconi non si limita a parlare di abrogazione, ma ripropone la promessa elettorale sulla restitituzione di quanto pagato nel 2012: “Sarebbe un atto riparatore da parte dello Stato, una riappacificazione dello Stato con i cittadini, il segno che lo lo Stato riconosce aver sbagliato e rende una tassa ingiusta e dannosa”. 

Anche il Movimento 5 Stelle ”è favorevole a togliere l’Imu sulla prima casa”, ma solo “per le soglie di reddito più basse” ha detto il capogruppo al Senato Vito Crimi, intervistato su Sky da Maria Latella. “Chi ha redditi elevati paghi le tasse sulla prima casa”. Con la totale abolizione dell’Imu “toglieremmo il respiro ai Comuni che quella tassa aspettano, ma andrebbe commisurata all’effettiva capacità contributiva. La contribuzione deve essere progressiva rispetto ai propri redditi. Noi partiamo dal principio che devono essere garantiti i fabbisogni primari. Fabbisogno primari sono il vitto e la casa”.  Aggiunge Crimi: ”Non credo che Berlusconi abbia interesse a staccare la spina al governo così presto. I sondaggi che danno il Pdl in testa non mi sembrano così credibili”. Il Movimento Cinque Stelle è pronto a dare il via libera in Parlamento anche ai nuovo fondi per la cassa integrazione, anche qui con un distinguo: “Non si può non votare sì al rifinanziamento della cassa integrazione. Ma poi va cambiato il modello di welfare. Noi puntiamo al reddito di cittadinanza”.

Infatti sul tavolo dell’esecutivo e del ministro dell’Economia Saccomanni, oltre alla sospensione del pagamento della tassa introdotta dal governo Monti, anche la necessità di trovare 1,5 miliardi di euro per rimpolpare la Cassa integrazione in deroga e per risolvere il nodo esodati. Proprio su questo fronte è arrivato ieri l’allarme del segretario Cisl Raffaele Bonanni, che aveva esortato il governo a trovare quella somma “entro maggio”, pena la “tenuta sociale del paese”. Nelle intenzioni del governo Letta ci sarebbero anche dei ritocchi alla legge Fornero sul lavoro, contestata nei suoi effetti perché, dicono i dati, entrando in vigore nel pieno della crisi ha portato a un aumento dei licenziamenti e del precariato. In particolare, l’intervento punterebbe ad allentare i vincoli sui contratti a tempo determinato. Che nelle intenzioni del ministro del governo Monti avrebbero dovuto portare a più contratti a tempo indeterminato, ma invece spesso hanno determinato licenziamenti.  

E le coperture? Tecnicamente il semplice rinvio della rata Imu sarebbe a costo zero per il bilancio pubblico, ma l’impatto sulle casse dei Comuni sarebbe pesante, se non compensato dall’arrivo di altri fondi.