Se fossi di destra oggi esulterei, ma non lo sono. Sono nato in una famiglia dove i vecchi hanno fatto fatica, i miei nonni erano marescialli perché al sud o facevi il militare o non mangiavi. Sono arrivati con la piena. E hanno fatto fatica. Erano marescialli che avevano paura delle armi, non ne hanno mai toccata una.

Capisci, amico mio, la fatica di un carabiniere che voleva studiare il greco e gli hanno dato una pistola in mano? Che venne adottato dalle zie perché era disgraziatamente gemello e l’undicesimo arrivato? O nonno Gugliemo che pur di non salire su un aereo a far finta di fare la guerra si fece mettere alla mensa della 46sima Aerobrigata di Pisa? E votava comunista, nonostante i santini che portava nel portafogli vuoto. Capisci la fatica fatta? E allora, anche per rispetto a loro, alla sinistra alla quale mi hanno educato, non ci sto. Che D’Alema e Bersani vadano per un giorno a lavorare. Che almeno lo facciano i loro figli. Che finiscano in una latrina. Perché hanno sepolto quello che qualcuno ci aveva lasciato in eredità. E non parlo di democrazia, che è una mera demagogia. Parlo della sinistra. Quella volevamo, quella ci hanno distrutto. E io non li voglio più. Se Grillo è il mezzo per porre fine a questa falsità bene, consideratemi grillino. Se ci sono altre soluzioni presentatele, perché io queste facce non le voglio più vedere. Hanno governato per 20 anni insieme, la destra e questa sinistra. E siccome non voglio più Tg ingolfati di Gasparri, Berlusconi, La Russa, Bersani, Enrico e Gianni Letta, non voglio più nessuno, dico evviva il Movimento 5 stelle.

Non sono andato a Roma a manifestare. Capisco tutti quelli che ci sono andati con rabbia e armati di pace. Che manifesteranno col cuore e fede nell’aldilà.