Il Movimento 5 Stelle prosegue la battaglia contro lo stallo nella nomina delle commissioni parlamentari. A essere occupata è la sala del Mappamondo alla Camera ha riferito Skytg24. Ma da un deputato 5 Stelle arriva una precisazione: “Bisogna correggere l’informazione da poco emersa circa l’occupazione da parte del M5s della Sala del Mappamondo. Non c’è nessuna occupazione (che vorrebbe dire impedire i lavori previsti) ma semplicemente il regolamento prevede che si possa assistere alla riunione della commissione (speciale o meno) e che si possano fare domande in merito ai lavori, non si ha diritto al voto”,  dice Riccardo Nuti, vicecapogruppo. Nella Sala del Mappamondo sono previste audizioni sul decreto per il pagamento dei debiti della Pa.

L’equivoco sull’occupazione è probabilmente sorto per un tweet della capogruppo lanciato ieri sera. “Come sapete, malgrado le nostre richieste e proteste i lavori delle commissioni parlamentari non vengono ancora avviati. Così abbiamo chiesto alla Camera di poter utilizzare lo stesso le sale apposite – scriveva il capogruppo alla Camera Roberta Lombardi su Twitter – per poter autoconvocare le commissioni ed iniziare ugualmente a lavorare in modo autonomo, invitando anche i deputati degli altri gruppi. I questori riuniti hanno negato anche l’utilizzo delle sale delle commissioni, in assenza di qualsiasi norma o regolamento, facendo riferimento alla solita prassi”. 

Così gli eletti a Montecitorio “andranno a lavorare nell’unica commissione al momento attiva, quella Speciale, nella sala del Mappamondo dove si svolgeranno le audizioni riguardanti i debiti della P.A. I deputati parteciperanno ai lavori ribadendo così il loro proposito di cominciare il vero lavoro parlamentare” si leggeva.

Martedì sera i deputati hanno tenuto fede a ciò che avevano minacciato: terminata la seduta della Camera erano rimasti al proprio posto per dare inizio all’occupazione dell’Aula Una fila di deputati si è succeduta di fronte alla telecamera della diretta streaming per leggere gli articoli della Costituzione e i regolamenti dell’Aula. La capogruppo alla Camera Roberta Lombardi aveva affidato a un post su Facebook le prime impressioni sull’iniziativa. “Sequestrati in aula: se usciamo dall’Aula non ci fanno rientrare. Rimaniamo qui – aveva scritto sul social network – leggo che alcuni parlamentari dei partiti che ancora non vogliono fare partire le commissioni permanenti (PD-PDL ed altri) che si preoccupano degli extra costi che la Camera dovrà affrontare a causa della nostra permanenza in aula stasera. Penso proprio che il vero spreco siano i 500.000euro circa al giorno che vengono buttati per pagare i parlamentari per non fare nulla, visto che le commissioni non partono ed il Parlamento non legifera per volontà dichiarata dei partiti”.

E, come preannunciato, anche il Senato ieri è stato stato occupato. “Resteremo in Aula a leggere la Costituzione e il regolamento del Senato per sottolineare la forzatura che viene attuata non iniziando a far lavorare le commissioni. Restiamo fino a mezzanotte e un minuto anche per non pesare troppo sul lavoro dei commessi e dei collaboratori parlamentari”, aveva il portavoce a Palazzo Madama Vito Crimi. Il Movimento 5 Stelle non l’ha chiamata occupazione, ma “riappropriazione delle istituzioni da parte dei cittadini”.