Come annunciato i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno occupato le aule di Camera e Senato per protestare contro il mancato avvio dei lavori delle Commissioni parlamentari.

Hanno risposto con il loro gesto al presidente dei senatori Pd Luigi Zanda che, uscendo dalla conferenza dei capigruppo aveva annunciato: “Si è convenuto a larga maggioranza che l’intreccio del meccanismo regolamentare e della prassi suggerisce di costituire le commissioni solo dopo la formazione del governo”. “Quella di occupare l’Aula è una minaccia non democratica”, ha aggiunto. Il presidente del Senato aveva convocato la conferenza dei capigruppo per tentare di velocizzare la procedura che doveva portare alla composizione delle commissioni.

Zanda ha specificato che il presidente del Senato Pietro Grasso chiederà comunque ai presidenti delle commissioni speciali Filippo Bubbico e Giancarlo Giorgetti se gli organismi sono in grado di procedere con il lavoro assegnato, mentre sarebbe stata ammessa la possibilità di fare una verifica della situazione al fine di capire se sia necessario dar vita ad altre commissioni speciali.

L’Aula della Camera ha intanto respinto la richiesta del M5S di rinviare la seduta dell’Assemblea di Montecitorio, che ha all’ordine del giorno l’ampliamento dei poteri della commissione speciale tra cui anche l’esame del decreto legge sulla pubblica amministrazione.

E il capogruppo Pd ha avvertito il Movimento Cinque Stelle: “Minacciare l’occupazione dell’aula non è democratico. Il Parlamento è il luogo del dialogo. Questa minaccia non è un metodo parlamentarmente corretto”. Ma i Cinque Stelle incassano l’appoggio di Nichi Vendola (che tuttavia è contrario all’occupazione delle Camere): il leader di Sel condivide “la battaglia del M5S perché cominci il lavoro delle commissioni parlamentari”.

Lo stesso è avvenuto alla Camera. La loro costituzione viene rinviata ancora. “Siamo in conferenza capigruppo – aveva raccontato il vicecapogruppo dei Cinque Stelle, Riccardo Nuti – La maggior parte di loro dice no a quello descritto nel regolamento, ovvero l’istituzione delle commissioni permanenti, vogliono ampliare competenze della commissione speciale. La chiamano prassi ma la si può leggere cattiva abitudine (di spartirsi le poltrone). Che senso ha far esaminare dei provvedimenti a commissioni speciali anziché a quelle esistenti e previste?”. Ieri la capogruppo Roberta Lombardi aveva annunciato: “Domani occupiamo la Camera”. Iniziativa che andrà avanti “fino a mezzanotte e un minuto”. “Qualora questa forma di protesta non sortisca l’effetto sperato – ha annunciato la senatrice Ornella Bertorotta – ci riserviamo di valutare se metterne in atto di ulteriori nei prossimi giorni”.

OCCUPAZIONE DELLA CAMERA I deputati del Movimento 5 Stelle hanno tenuto fede a ciò che avevano minacciato: terminata la seduta della Camera sono rimasti al proprio posto per dare inizio all’occupazione dell’Aula contro la mancata partenza delle Commissioni parlamentari. Una fila di deputati si è succeduta di fronte alla telecamera della diretta streaming per leggere gli articoli della Costituzione e i regolamenti dell’Aula. La capogruppo alla Camera Roberta Lombardi ha affidato a un post su Facebook le prime impressioni sull’iniziativa. “Sequestrati in aula: se usciamo dall’Aula non ci fanno rientrare. Rimaniamo qui – ha scritto sul social network – leggo che alcuni parlamentari dei partiti che ancora non vogliono fare partire le commissioni permanenti (PD-PDL ed altri) che si preoccupano degli extra costi che la Camera dovrà affrontare a causa della nostra permanenza in aula stasera. Penso proprio che il vero spreco siano i 500.000euro circa al giorno che vengono buttati per pagare i parlamentari per non fare nulla, visto che le commissioni non partono ed il Parlamento non legifera per volontà dichiarata dei partiti”. Oltre i deputati M5s nell’aula occupata è rimasto anche Pippo Civati, del Pd.

OCCUPAZIONE DEL SENATO E, come preannunciato, anche il Senato è stato occupato. “Resteremo in Aula a leggere la Costituzione e il regolamento del Senato per sottolineare la forzatura che viene attuata non iniziando a far lavorare le commissioni. Restiamo fino a mezzanotte e un minuto anche per non pesare troppo sul lavoro dei commessi e dei collaboratori parlamentari”, ad annunciare il sit in del Movimento è stato il portavoce Vito Crimi. Il movimento 5 Stelle non l’ha chiamata occupazione, ma “riappropriazione delle istituzioni da parte dei cittadini“. E così, per rendere partecipi i cittadini, il Movimento ha organizzato una diretta streaming dell’iniziativa. “Non sta scritto da nessuna parte -ha aggiunto Crimi- che le commissioni non si possono costituire prima della formazione della maggioranza e dell’opposizione. Se i Costituenti non l’hanno specificato un motivo ci sarà stato”. Terminata la lettura della Costituzione, i senatori hanno iniziato a leggere il regolamento del Senato. E, come alla Camera, ci sono state anche presenze esterne al Movimento 5 Stelle. A sedere tra i banchi del Senato è rimasto, infatti, anche Domenico Scilipoti, del Pdl. Intorno alle 22.15 l‘occupazione simbolica dell’Aula del Senato si è trasferita nell’Aula della X Commissione, la sede usata dai senatori M5S per le riunioni di gruppo. “Lo abbiamo deciso anche per permettere ai commessi di iniziare a riordinare l’Aula”, è stato il commento uno dei senatori M5S. In esame anche nell’aula delle riunioni anche la questione della proroga della Giunta del regolamento, sempre in diretta streaming.

Non è escluso che l’occupazione simbolica possa proseguire nei prossimi giorni al termine dei lavori dell’Aula. Il gruppo M5S si sta infatti riunendo per commentare l’esito della riunione della Giunta per il regolamento che di fatto proroga la giunta provvisoria per le elezioni nella stessa composizione e con i medesimi poteri della passata legislatura, secondo una interpretazione precedente del regolamento. “In questo modo il M5S non viene rappresentato in Giunta. Non è questo che chiedevamo quando dicevamo che avremmo anche accettato la costituzione di giunte o commissioni provvisorie. In ogni caso dobbiamo decidere ancora cosa fare”, ha commentato Lui Alberto Orellana.

Ed è arrivata anche la risposta all’iniziativa dei Presidenti delle Camere, Pietro Grasso e Laura Boldrini, che si sono rivolti ai parlamentari del Movimento. “Le aule parlamentari sono il luogo del confronto democratico e della trasparenza. E il dialogo è sempre più utile del monologo, anche quando l’oggetto della declamazione solitaria è la Carta fondamentale della nostra Repubblica”, hanno specificato palazzo Madama e Montecitorio in una nota congiunta. 

Intanto fuori Montecitorio si è svolta l’iniziativa del Movimento Cinque Stelle di Roma OccupyParlamento per sollecitare l’apertura delle Commissioni parlamentari e appoggiare l’occupazione di protesta delle Camere dei rappresentanti del Movimento. Dalle 18 alle 22 i militanti sono stati chiamati a un presidio in piazza Montecitorio.