Due donne si incontrano, si innamorano, diventano una coppia felice. Ma l’ex marito di una delle due non ci sta. Inizia la persecuzione, sempre più pesante, sempre più ossessiva. Il passo da stalker a carnefice  è breve. Debutta a Roma il 2 aprile, al teatro ‘Lo spazio’, lo spettacolo “Ex moglie si innamora (da morire) di ex moglie”, scritto da Betta Cianchini, con Francesca Romana, Miceli Picardi e Laura Jacobbi alla regia. Un lavoro corale, al femminile, per raccontare il femminicidio attraverso la storia di Maria, la protagonista, e per ricordare che solo nel 2012 sono morte ammazzate in Italia 124 donne, oltre il 70% uccise all’interno delle mura domestiche

“Non nel mio nome”, “non con il mio silenzio/assenso” sono i presupposti che danno vita a questo testo/inchiesta dove si parte dalla scoperta dell’omosessualità di una ex moglie  e si arriva al femminicidio. “Dapprima un monologo ironico e divertente, quasi un “one woman show”, che in un crescendo di emozioni rivela quella che, senza esitazioni, può essere definita una ‘pratica quotidiana’ attraverso la quale un marito, un amante, uno stalker, si sbarazza della sua ossessione”, afferma l’autrice Betta Cianchini.

Lo spettacolo, in scena fino al 6 aprile, accosta al tema del femminicidio quello dell’omofobia ed è stato realizzato con il patrocinio della Cooperativa sociale Befree, insieme a di Dì Gay Project e Imma Battaglia, leader della comunità Lgbtq ( Lesbiche, gay, bisessuali, transgender e queer, ndr). “In Italia – prosegue Betta Cianchini – essere una donna lesbica non è facile, ma è ancor più difficile se la decisione avviene dopo il matrimonio. Per il protagonista maschile di questo spettacolo, il fatto di essere stato lasciato è intollerabile, ma l’idea di essere stato rimpiazzato da un’altra donna è ancor più inaccettabile. Ed è così che un fastidio costante, un tarlo continuo, si insinua nella sua mente: con una donna no, non è nella casistica, non è nella norma del tradimento”.

Dal lavoro teatrale prende le mosse il progetto “Bloccate questo spettacolo” che consiste nel realizzare 365 monologhi, uno al giorno per ogni donna morta ammazzata. Le storie verranno scritte e portate realmente in scena da attrici, scrittrici e sceneggiatrici, che hanno aderito all’iniziativa e che continueranno a scrivere fino a quando non ci saranno più donne uccise. Solo allora gli spettacoli avranno fine. “Bloccate questo spettacolo” prende spunto dal progetto “365d, nato dall’idea di Marzia Messina, un libro fotografico, un’antologia di racconti e ritratti che ha coinvolto 365 donne, per raccontare collettivamente l’universo femminile.

Saranno gli spettatori a scrivere il finale di “Ex moglie si innamora (da morire) di ex moglie”, pronunciando una di queste frasi “non nel mio nome”, “non con il mio silenzio assenso”, in un breve video girato con il proprio telefonino, inviato all’indirizzo email chiesenzapaura@gmail.com Saranno questi volti che andranno a comporre un unico filmato che verrà caricato su un apposito canale youtube e proiettato alla fine dello spettacolo. “Li hanno definiti uomini malati, gelosi, frustrati, addirittura feriti – conclude Betta Cianchini – Niente di tutto questo. Il femminicidio è un crimine punto e basta. Ogni aggettivo rimbomba come un’attenuante intollerabile”.