Complice l’exploit elettorale, nei comuni piovono “grillini”. Spuntano anche dove sono stati scomunicati come a Forlì dove, assicura Natascia Guiduzzi consigliera stellina della roccaforte di Cesena, “è nato il Movimento 5 stelle che, in attesa della certificazione ufficiale, si chiamerà Forlì per le 5 stelle”. Al momento è sotto la supervisione del coordinamento provinciale e nel primo appuntamento post elettorale ha chiamato a raccolta 130 potenziali attivisti. Non si esclude che alcuni, più che gli ideali, rincorrano il carro del vincitore; è un dato che è stato messo in conto.

Intanto si ingrossano le fila degli iscritti al gruppo creato su Facebook: in un paio di giorni se ne contano 127. La maggior parte dei presenti al primo incontro sono grillini dell’ultima ora per questo il coordinamento al momento è dei “colleghi” più esperti di Cesena e Cesenatico che hanno preso le redini del Meet up punto zero, il primo passo per la creazione del M5S.

“C’è molta voglia di fare – ha aggiunto Guiduzzi – ma forse un po’ troppa fretta in qualcuno. Fino all’estate l’obiettivo è quello di conoscersi, poi a dicembre si scriverà il programma elettorale per le prossime amministrative”.

Nessuna distinzione d’età, di ceto o professione tra i presenti; scarsa la presenza femminile mentre sono stati avvistati cinque presenti della lista Destinazione Forlì guidata da Raffaella Pirini cacciata senza spiegazioni da Grillo&co.

“Durante la serata – ha spiegato Guiduzzi – una persona ha detto di voler prendere parte al movimento per tirare fuori le magagne dal Palazzo; mi sono imposta perché non si può certo dire che la Pirini non sia una brava consigliera. Poi si può discutere sulle sue dichiarazioni e sul trattamento ricevuto da Beppe Grillo, ma non sul suo impegno”.

Nel prossimo incontro tra i punti che saranno all’ordine del giorno si parlerà delle regole da tenere nelle riunioni che prevedono un moderatore e i tempi per gli interventi di ciascuno. Si discuterà di democrazia partecipativa e si inizierà a strutturare i gruppi tematici suddivisi in alcune aree: ambiente, urbanistica, lavori pubblici, sanità; queste sono le prime ipotesi.

In un secondo momento si divideranno i presenti in gruppi che porteranno avanti riunioni tematiche per poi individuare i singoli referenti. Forlì per le Cinque Stelle punta ad avere una struttura solida e c’è già chi sul gruppo facebook richiama all’attenti: “Però che almeno gli eletti del movimento conoscano le cose, non si può sentire una che non sa cosa sia la Bce o il Senato o chi elegge il Presidente della Repubblica. Controllare prego! Non dobbiamo essere come loro, ma meglio di loro”.

Pirini: “Che strano, porteremo avanti le stesse battaglie”. La scomunicata Raffaella Pirini, ex consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, rimarrà comunque nella sua lista originaria Destinazione Forlì e lo racconta al Fatto Quotidiano.it: “Il nostro progetto politico era nato come lista civica poi è andato avanti ed ebbe subito la certificazione a 5 Stelle. Ora che ce l’hanno tolta i punti programmatici li portiamo avanti lo stesso, siamo sempre in consiglio comunale a perseguire gli obiettivi che ci eravamo posti in campagna elettorale e per i quali i cittadini ci avevano votato, è il nostro dovere di eletti. Il paradosso, però, o la stranezza, è che ora porteremo avanti le stesse battaglie”.

E’ una Pirini ancora combattiva, quella che si è ritrovata fuori dalla formazione grillina dopo Tavolazzi, Favia e Salsi: “Noi di Destinazione Forlì non cambieremo simbolo, andremo avanti con i nostri principi ambientalisti, di risparmio energetico e di creazione di nuovo posti di lavoro, ci conteremo e se c’è l’intenzione di proseguire andremo avanti e ci candideremo alle prossime amministrative”.

“Il successo di Grillo di fine febbraio me lo aspettavo, la gente è stanca vuole un ricambio”, spiega commentando l’ultima tornata elettorale, “ma quello che in molti non notano è l’assenza di collegialità nelle scelte. In Parlamento tutto è centrato attorno a quello che dice Grillo e poi diciamolo: fino a poco tempo fa in ambito locale si era liberi di compiere molte scelte, Grillo e Casaleggio erano poco interessati. L’interferenza è invece improvvisamente aumentata tra il primo e il secondo turno delle amministrative di Parma, con tutta il rifiuto all’incarico per Tavolazzi di direttore generale nel comune ducale”.

“Ora”, conclude, “è  aumentata la violenza verbale del capo che si è autoproclamato capo politico dopo che doveva essere solo il megafono del Movimento. E’ venuto a mancare il rispetto delle persone che sono del Movimento e del loro lavoro. Certo, alle prossime elezioni a Forlì saremo concorrenti, ma non credo che entreremo in conflitto portiamo avanti le stesse istanze di cambiamento”.

di Alessandro Mazza e Davide Turrini