Il Cavaliere “accerchiato” dai magistrati, da Milano e Napoli, è ancora ricoverato all’ospedale San Raffaele dove rimarrà almeno tutta la giornata come spiega il suo medico personale, Alberto Zangrillo: “Effettueremo gli accertamenti previsti, tra cui quello sulla funzionalità dell’albero coronarico. Le sue condizioni sono stazionarie, ma non critiche. Non ci preoccupano”. Ma se la salute dell’ex premier – che ieri gli ha permesso di vedersi riconosciuto il legittimo impedimento – sembra migliorare, non pare migliorare la situazione giudiziaria e politica. E così ieri – come riporta il Corriere – il leader del Popolo della Libertà si sarebbe sfogato con i suoi: “Basta cautele, vogliono arrestarmi“.

Oggi, intanto, la Lega si smarca,  il M5S attacca e il Pd interviene con il segretario Bersani. “E’ stata una iniziativa del Pdl” si è limitato a dire Roberto Maroni, mentre Beppe Grillo sul suo blog consiglia a Berlusconi di darsi alla latitanza e darsi pace. ”Berlusconi ha paura di fare la fine di Craxi, ma sarebbe invece la sua fortuna. In fuga sulle spiagge tunisine piene di Ruby senza la rottura di coglioni quotidiana dei suoi questuanti” scrive Grillo che entra così nel dibattito giustizia che ha visto ieri il Cavaliere ottenere il legittimo impedimento e poco prima i suoi colonnelli, capeggiati da Angelino Alfano, occupare il Palazzo di Giustizia di Milano. “Si faccia condannare al più presto senza attenuanti e, prima dell’arresto, si dia alla latitanza. Ci guadagnerà in salute. Guarirà dall’uveite e gli italiani guariranno finalmente dall’orchite con cui li affligge da vent’anni. Ps: tutta la mia solidarietà ai magistrati di Milano”. 

Il post di Grillo – L’intervento sul sito inizia però così: “L‘uveite, una malattia che ha molto a che fare con la vendemmiata di processi dello psiconano, è un’infiammazione di parte o di tutta la tunica media (vascolare) dell’occhio o che interessa le altre tuniche (sclera, cornea e retina). Rinchiuso in una suite di 200 metri quadri del San Raffaele, Berlusconi è curato giorno e notte amorevolmente, alla porta di uscita c’è un appuntato dei Carabinieri per evitarne forse la fuga. Silvio ammira dalla finestra la cupola enorme con l’angelone voluta da Don Verzè, più grande di quella di San Pietro. Forse riflette sulla caducità degli esseri umani, sulla sorte effimera che aspetta ognuno di noi, come è successo a Don Verzè e a Mario Cal, sul destino cinico e baro che attende Mediaset, la sua creatura prediletta. Chissà a cosa pensa, novello Argante di Molière”.

Il comico genovese ne ha anche per i colonnelli del Cavaliere: “Fuori, i parlamentari del Pdl si sono recati al Tribunale di Milano in segno di protesta, a tenere una conferenza stampa contro le ‘visite fiscali’, i ‘processi ad orologeria’ e le ‘toghe rosse’. Una lunga fila di deputati e senatori è entrata nell’edificio e si è fermata davanti all’aula dove si tiene il processo Ruby come gesto di sfida. Non vi è stata purtroppo alcuna retata favorita dall’evento. I parlamentari del Pdl sono ancora convinti che Ruby sia la nipote di Mubarak, come hanno dimostrato a suo tempo con il voto in Parlamento, per questo assediano la magistratura, sono in buona fede. Si aggrappano a un vecchio signore che perde i pezzi come a un salvagente di marmo. Non hanno del resto alternative. Sparirebbero. Lo terranno insieme fino all’ultimo come la mummia di Lenin per esibirlo nei talk show con un altoparlante nascosto “No IMU, no IMU, no IMU”.  Sul blog è ancora postato un video da 1.53 sull’invasione dei piedellini. Criticata, a quasi un giorno di distanza, da Pier Luigi Bersani: “Vedere un ex ministro della Giustizia e la seconda carica dello Stato andare a occupare uffici giudiziari è una cosa sconvolgente che non ha precedenti, una ferita gravissima gravissima al meccanismo costituzionale, istituzionale e democratico. Il Pdl deve rendersi conto – dice al Tg2 – dell’enorme responsabilità che si sta prendendo”.

Schifani: “Bersani falso e offensivo su di me” –  Ma a smentire Bersani interviene lo stesso Schifani, che precisa, in una nota, di non aver partecipato alla manifestazione al Palazzo di Giustizia di Milano, mentre ha preso parte esclusivamente alla riunione dei parlamentari neo eletti del Pdl. ”Forse ingannato da qualche giornale – scrive – interessato come non mai a travisamenti faziosi della realtà politica, il segretario del Pd – osserva il presidente del Senato – mi ha mosso ingiustamente la grave accusa di aver partecipato, nella mia qualità di seconda carica dello Stato, a quella che lui chiama occupazione degli uffici giudiziari di Milano. Siamo di fronte ad una dichiarazione falsa ed offensiva in quanto il sottoscritto, proprio per il rispetto alle Istituzioni che il proprio ruolo impone”. Schifani conclude spiegando che “dal segretario di un importante partito italiano” si sarebbe aspettato “più correttezza, responsabilità e un maggior rigore delle doverose verifiche e non la superficiale e non veritiera contestazione di fatti a me attribuiti attraverso la semplice lettura di alcuni quotidiani nazionali, tra l’altro in contraddizione tra loro”.

Crimi: “Berlusconi ineleggibile” – Sulla giornata di ieri ritorna anche Vito Crimi, capogruppo al Senato del M5S: “Il Fatto Quotidiano dedica una prima pagina a una mia dichiarazione, e cioè che riteniamo doveroso votare per la ineleggibilità di Berlusconi, nonché voto positivo a qualunque autorizzazione a procedere nei confronti dello stesso Berlusconi, come se si trattasse di una novità. Per vostra informazione – fa sapere su Facebook – alla domanda del giornalista ‘in caso di richiesta di autorizzazione a procedere per Berlusconi, cosa votereste?’ ho risposto ‘Mi prendi in giro? Berlusconi è ineleggibile in quanto titolare di concessione pubblica radiotelevisiva. Che strano – sottolinea – scoprire quanto scalpore desti una mia dichiarazione che a me sembrava una ovvietà. Ma così è in questo Paese, ciò che è normale diventa straordinario e ciò che dovrebbe essere straordinario diventa la normalità”. 

Stefania Craxi: “No alla distruzione di un leader” – E su Berlusconi che avrebbe timore di finire ad Hammamet interviene proprio Stefania Craxi, la figlia di Bettino, ribattezzato “Bottino” da Grillo: “Berlusconi dice che teme di fare la fine di mio padre e, purtroppo, ha ragione. Si tratta di due persone e due vicende totalmente differenti, ma la distruzione di un leader è ciò che vedo e che non deve ripetersi: in gioco c’è il bene di una nazione. In una situazione politica più disperata che difficile e in cui l’Italia è su un piano inclinato verso il precipizio, viene umiliata l’unica forza politica che sta dimostrando ragionevolezza. Ma certi magistrati – chiede polemica – sono sulla luna o sulla Terra? E’ possibile che non si pongano il problema del governo dell’Italia? – domanda ancora – Rimandare un processo di una settimana, probabilmente, è ritenuto più importante che salvare l’Italia. Eppure certi magistrati dovrebbero capire che la salute del Paese è anche la loro”.

Craxi poi chiede a Grillo di spiegare “dove prende le risorse che ha usato per fare quel che ha fatto”. E prosegue: “Mio padre si è occupato sempre e solo di politica, i suoi processi sono stati politici e tutta la sua vicenda personale ha un’impronta innegabilmente politica”. E conclude che “i magistrati non hanno bisogno di essere citati da Beppe Grillo per continuare a perpetrare la rovina del Paese”. Si schiera a fianco dell’ex premier il coordinatore Pdl Sandro Bondi secondo cui “Grillo è un furbetto che ha capito come vanno le cose in Italia, e si è giustamente affrettato ad esprimere la propria solidarietà ai magistrati”.