Quattro mesi d’indagini per dire che il comune di Augusta, il porto industriale in provincia di Siracusa, era infiltrato da Cosa Nostra. È questa la segnalazione che il viceprefetto Giusy Scaduto, ha prodotto al consiglio dei Ministri, dopo un lungo lavoro ispettivo all’interno del municipio augustano. E ieri l’esecutivo dimissionario di Mario Monti ha deciso di sciogliere per la prima volta il comune per infiltrazioni mafiose. Una decisione che era nell’aria da qualche mese. Ad agosto l’ex sindaco del Pd Massimo Carrubba si era dimesso dalla carica di primo cittadino e nel dicembre scorso aveva ricevuto un avviso di conclusione delle indagini per voto di scambio.

Insieme a lui sono indagati dalla procura di Catania anche l’ex assessore Antonio Giunta e il consigliere comunale Carmelo Trovato. Cancellate quindi le elezioni amministrative previste per maggio: per diciotto lunghi mesi il comune in provincia di Siracusa sarà amministrato da due commissari. Già da settembre , dopo le dimissioni dell’ex sindaco Carrubba, alla guida del comune si era insediato il commissario Antonio La Mattina, che aveva trovato nei conti municipali un buco da oltre 40 milioni di euro. Speculare la situazione del comune di Grazzanise, nel casertano, sciolto ieri pomeriggio per infiltrazioni camorristiche. Il 24 gennaio del 2009, l’allora sindaco Enrico Parente viene intercettato dai carabinieri mentre va al confine con l’Austria per curare il boss, allora latitante, Michele Zagaria. Da dieci anni a Grazzanise la fascia di primo cittadino è passata da Enrico Parente al figlio Pietro: una sola famiglia alla guida del piccolo comune casertano, per il quale si prevede adesso una lunga gestione dei commissari della prefettura. Secondo la legge infatti per allontanare ogni ascendente della criminalità organizzata nella macchina comunale occorre un periodo di gestione dei commissari prefettizi lunga tra i dodici e i diciotto mesi.

A Salemi, il comune sciolto per infiltrazioni mafiose proprio il giorno dopo le dimissioni da sindaco di Vittorio Sgarbi, i tre commissari nominati dal Prefetto rimarranno in carica almeno fino all’ottobre prossimo. Nei comuni sciolti per mafia cessano dalla loro carica il sindaco, la giunta e i consiglieri comunali, ma anche i consulenti e i revisori dei conti. Tutti poteri che vengono assorbiti dai commissari prefettizi che si occupano soltanto dell’ordinaria amministrazione: un momento d’empasse politico per i comuni infiltrati da Cosa Nostra che dovrebbe scacciare l’ombra dei boss dalle stanze del potere cittadino. A Salemi i tre commissari prefettizi, il prefetto Leopoldo Falco coadiuvato da Nicola Diomede e Vincenzo Lo Fermo, sono entrati in contenzioso con l’ex sindaco Sgarbi che si era portato via le statue del museo della Follia. “Sono proprietà tutelate dal diritto d’autore che sono io e quindi mie” aveva detto il critico d’arte. Per i commissari però quelle statue furono realizzate con fondi del comune di Salemi e adesso le rivogliono indietro.

In generale il 2012 è stato l’anno del record dei comuni sciolti per infiltrazioni mafiose: il governo Monti e il ministro dell’Interno Annamaria Cancelleri hanno deciso di mandare i commissari in undici comuni della Calabria (Bagaladi, Briatico, Bova Marina, Careri, Mileto, Mongiana, Nardodipace, Platì, Reggio Calabria, Samo, Sant’Ilario dello Jonio), in sei comuni della Campania (Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno, Gragnano, Pagani, San Cipriano d’Aversa) e in cinque in Sicilia (Campobello di Mazara, Misilmeri, Racalmuto, Salemi, Isola delle Femmine. Commissariate per infiltrazioni mafiose anche tre amministrazioni del nord: Leinì e Rivarolo Canavese in Piemonte, Ventimiglia in Liguria. Inoltre per la prima volta è stato sciolto per mafia un capoluogo di regione: Reggio Calabria. Con Augusta e Grazzanise il record di commissariamenti della Cancelleri è stato ulteriormente ritoccato.