Se Unicredit piange sui crediti ai Ligresti versati, Unipol certo non ride. Con l’eccezione della sorte dell’area Castello di Firenze che mercoledì è rientrata in possesso della compagnia, le grane ereditate da  Bologna Unipol con l’acquisizione del gruppo Fondiaria Sai dalla famiglia siciliana si moltiplicano a vista d’occhio. Oltre alle inchieste della magistratura, alle azioni legali degli azionisti di risparmio e alle barricate sindacali, c’è anche il braccio di ferro con i curatori fallimentari di Imco e Sinergia, le holding della famiglia Ligresti dichiarate fallite lo scorso giugno dal Tribunale di Milano su richiesta del pm Luigi Orsi.

Tra i nodi del contendere, in merito ai crediti vantati dal gruppo assicurativo, spicca il caso del palazzo di dodici piani in costruzione a Milano, zona Isola, su un terreno che Imco aveva comprato da Milano Assicurazioni nel 2005 stipulando al contempo un contratto per la vendita dell’immobile da realizzare sull’area alla stessa compagnia del gruppo FonSai e del valore di 99,1 milioni di euro più Iva, il 77% del quale (91,88 milioni) è stato versato negli anni da Milano Assicurazioni a Imco sotto forma di acconti.

In sede di ammissione al passivo, la compagnia aveva rivendicato la proprietà del complesso immobiliare chiedendone lo stop alla vendita nell’ambito della liquidazione dell’attivo di Imco. In alternativa, Milano ha proposto l’ammissione del credito di 76,44 milioni di euro (più Iva e interessi) a titolo privilegiato, con la precedenza, cioè, sugli altri creditori. Le proposte sono state però bocciate dai curatori che hanno respinto la domanda di rivendicazione immobiliare, ma hanno anche negato il carattere privilegiato del credito per la restituzione degli acconti versati e hanno messo Milano in fila con gli altri creditori chirografari. Con l’avallo del giudice delegato, Filippo D’Aquino.

Una bella gatta da pelare per la compagnia che aveva già svalutato l’investimento nel 2011 con una rettifica del valore dell’operazione immobiliare di 12,6 milioni. Successivamente al fallimento di Imco, poi, Milano Assicurazioni rilevava nei conti dei primi 9 mesi del 2012 che “a seguito di tale sentenza il valore di carico di tali iniziative immobiliari, che fino al bilancio 2011 era iscritto alla voce Investimenti Immobiliari è stato stornato e rilevato alla voce Altri Crediti. Le citate operazioni prevedevano infatti che Milano Assicurazioni sarebbe divenuta proprietaria di tali immobili solo una volta che questi fossero stati ultimati e collaudati e i contratti non erano assistiti da specifiche garanzie. La dichiarazione di fallimento espone quindi la compagnia al rischio di perdere il diritto alla consegna degli immobili in corso di realizzazione, rimanendo creditrice delle somme versate a titolo di acconto”. Seguiva la precisazione sul fatto che la valutazione del credito al valore di presumibile realizzo, effettuata da un esperto indipendente, ha comportato una rettifica di 40,8 milioni di euro a carico del conto economico della compagnia. 

La partita, in ogni caso, per Unipol non si chiude qui e il 16 gennaio 2013 l’amministratore delegato del gruppo delle Coop, Carlo Cimbri, ha dato mandato ai suoi legali di fare opposizione chiedendo “l’accertamento del proprio diritto di proprietà del Complesso Immobiliare De Castilla e del Terremo, con conseguente condanna del Fallimento Imco a consegnare tali beni, ovvero, invia subordinata, l’ammissione in via privilegiata al passivo del Fallimento Imco del proprio credito, pari a 76.442.726,5 euro (oltre Iva e interessi legali)”. La prima udienza è stata fissata per il prossimo 16 aprile

Intanto a Firenze, con il dissequestro dell’area Castello si è riaperta una vecchia partita che tocca l’aeroporto con la questione della nuova pista, ma anche l’eterno progetto della Ciittadella Viola dei Della Valle. Nei vecchi piani comunali per la parte dei Ligresti era prevista la facoltà di costruire un quartiere residenziale da oltre 400 appartamenti, anche se l’attuale sindaco, Matteo Renzi, non sembra molto possibilista in merito alle colate di cemento. La finanza rossa, insomma, dovrà trovare un accordo con l’ex rottamatore. Oppure vendere e consolarsi degli altri guai realizzando una plusvalenza sulla proprietà che è praticamente garantita, visto che il valore di circa 100 milioni di euro stimati in origine, recentemente è stato praticamente azzerato.