A Silvio piacciono le donne, ma le donne di Femen non lo amano di certo. Dopo la recente protesta in Vaticano in difesa dei gay, le attiviste hanno deciso di puntare il dito contro Silvio Berlusconi, “il leader più sessista” che ci sia, come ha detto la leader delle attiviste Inna Shevchenko fermata dalla polizia dopo la contestazione al leader Pdl al seggio elettorale.

“Berlusconi compra le donne come fossero una merce”, spiega Inna e grazie al suo impero mediatico veicola un’immagine femminile degradante”. Shevchenko afferma inoltre che la polizia è stata “brutale, violenta”, “mi sto facendo visitare da un medico – spiega – perché ho una ferita alla testa”.

Il movimento di protesta ucraino, nato nel 2008 è divenuto famoso, su scala internazionale, proprio per la pratica di manifestare in topless contro sessismo, turismo sessuale e discriminazioni.

Alcuni degli obiettivi del movimento, la cui colonna portante è costituita da studentesse universitarie tra 18 e 25 anni, sono “incrementare le capacità intellettuali e morali delle giovani donne in Ucraina“, “ricostruire l’immagine del Paese dotato di ricche opportunità per le donne” e modificare l’immagine dell’Ucraina all’estero facendola passare da meta di turismo sessuale a paese democratico.

Ma Femen valica spesso i confini territoriali: il 24 febbraio 2012 ha protestato a Milano contro il mondo della moda; il 2 marzo 2012 a Vienna per i diritti delle donne; il 4 marzo 2012 contro il capo del governo russo Vladimir Putin; l’8 marzo 2012 a Istanbul contro le violenze sulle donne; il 31 marzo 2012 sulla Tour Eiffel a Parigi contro la situazione delle donne nell’Islam; il 2 agosto 2012 a Londra contro gli Stati che che applicano la Sharia e che partecipano ai Giochi della XXX Olimpiade; il 18 settembre scorso di nuovo a Parigi in occasione dell’inaugurazione, nel 18simo arrondissement della capitale francese, di un nuovo “Centro internazionale” per “addestrare le attiviste per le azioni nell’Unione europea”; il 13 gennaio scorso a Città del Vaticano in occasione dell’Angelus, per manifestare a favore dei diritti dei gay e il 26 gennaio all’entrata del Centro Congressi di Davos (Svizzera), in occasione del World Economic Forum.

Sul loro sito, in lingua russa, francesce e inglese, dice così: “Il mio corpo, la mia arma!” E promettono nuovi, imprevedibili, attacchi.