A trasformare una giornata di lotta in una festa irrefrenabile è un semplice pezzo di carta. Sei righe in tutto in cui Astercoop, la cooperativa che gestisce il magazzino di Coop Centrale Adriatica, si impegna a riassumere i tre lavoratori licenziati nei giorni scorsi, e a confermare tutti i facchini ancora in periodo di prova. L’effetto è immediato: c’è chi si abbraccia, chi salta dalla gioia, chi si bacia con il compagno più vicino, chi festeggia sventolando le bandiere rosse Si-Cobas o improvvisando improbabili danze facendosi accompagnare dall’autoradio della propria automobile. Una festa che contagia tutti, e che fa sorridere anche gli agenti delle forze dell’ordine presenti sul posto. Per i 120 lavoratori del magazzino con cui Coop rifornisce tutta Bologna e provincia è la vittoria.

Dopo il cambio di appalto dello scorso dicembre i facchini, alcuni dei quali con oltre 10 anni di anzianità lavorativa sulle spalle, si erano visti imporre un periodo di prova di tre mesi e un cambio di contratto (dal commercio ai trasporti-logistica) che di fatto ha assottigliato le buste paga in  media tra i 100 e i 200 euro lordi. Due giorni fa la goccia che ha fatto traboccare il vaso: con una semplice comunicazione Astercoop ha deciso per l’esclusione di tre soci “in prova”. In pratica un licenziamento in tronco, e per giunta nemmeno motivato. Ad andarci di mezzo anche Maria Rosa, ex sindacalista Cisl con molti problemi di salute. “In questo magazzino ci lavoro dal 2002 – ha spiegato la signora Maria – eppure mi hanno comunicato di avermi ritenuta non idonea a ricoprire la qualifica di socia cooperatrice”. Da lì sono partite le proteste, i presidi, i picchetti e l’intervento, ieri sera, delle forze dell’ordine in tenuta anti sommossa. Un braccio di ferro che alla fine ha piegato non solo Astercoop, costretta a tornare sui propri passi, ma anche Coop Adriatica. Sulla vicenda il gigante cooperativo ha tenuto un bassissimo profilo e, evidentemente, non ha voluto affrontare un altro blocco totale della distribuzione come quello dello scorso novembre. Con tutte le conseguenze logistiche e mediatiche che ne sarebbero seguite.

“Per noi è una grande vittoria – commenta Fulvio Di Giorgio, sindacalista Si-Cobas che ha seguito la vertenza – I tre licenziamenti sono stati ritirati e il periodo di prova è stato dichiarato superato per tutti i facchini. Soprattutto è la prima volta che l’azienda ha deciso di darci un riconoscimento sostanziale, chiamandoci al tavolo della trattativa e concludendo un accordo con noi. Che poi ci concedano o meno un riconoscimento formale è per noi indifferente, li abbiamo costretti a venire a patti e siamo pronti a rifarlo in futuro”.