Si chiama Ciapi, centro interaziendale addestramento professionale integrato, ed è uno dei tanti enti di formazione che hanno fatto comodo ai politici in Sicilia. Per anni il centro di formazione è stato finanziato lautamente dalla Regione Sicilia: rivoli di denaro per milioni di euro che garantivano a tutti i partiti di esprimere consiglieri di amministrazione, trovare una poltrona con tanto di stipendio per militanti trombati e spartirsi la torta della formazione siciliana. Adesso però su quell’ente bollato recentemente dal Tar come “non affidabile”, si sono accesi i riflettori della Guardia di finanza. In un rapporto di 700 pagine, consegnato nelle scorse ore ai magistrati della procura di Palermo, le fiamme gialle infatti passano al setaccio l’attività del Ciapi, oggi pieno di debiti dopo che nei mesi scorsi era stato revocato l’accreditamento da parte della Regione.

E dal corposo rapporto elaborato dalla sezione di polizia tributaria della Guardia di Finanza emerge chiaramente come il Ciapi sia diventato negli anni uno strumento di auto-finanziamento della politica. Le fiamme gialle mettono nero su bianco il nome di dodici esponenti di diversi partiti politici che avrebbero percepito somme di denaro per le campagne elettorali del 2008 e del 2012. Tra di loro spiccano cinque ex assessori regionali al lavoro e alla Formazione: tra i denunciati dai finanzieri ci sono Carmelo Incardona, ex Grande Sud, assessore nel primo governo di Raffaele Lombardo nel 2008, e il suo successore, l’ex finiano Luigi Gentile, Francesco Scoma e Santi Formica del Pdl, che invece erano stati assessori con Cuffaro tra il 2004 e il 2007. Anche l’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana, il berlusconiano Francesco Cascio, è finito nell’elenco delle fiamme gialle.

Nella lista dei politici che avrebbero ricevuto finanziamenti dal Ciapi figura anche l’attuale capogruppo dell’Udc all’Assemblea regionale siciliana Nicola Leanza, insieme all’altro deputato regionale del partito di Casini, Nino Dina. Coinvolto anche Domenico Di Carlo del Cantiere Popolare di Saverio Romano. Nell’elenco dei politici segnalati dai finanzieri alla procura anche Salvino Caputo, deputato del Pdl all’Assemblea regionale siciliana e attualmente capolista al Senato per Fratelli d’Italia.

Non è estraneo all’indagine neanche il Pd. Per le fiamme gialle avrebbe ricevuto finanziamenti dal Ciapi anche l’ex deputato democratico Gaspare Vitrano, attualmente sotto processo per concussione, accusato di aver percepito tangenti per alcuni affari del fotovoltaico. Coinvolti nell’indagine anche due ex consiglieri comunali: Salvo Allotta del Pd e Gerlando Inzerillo di Grande Sud.

“Di questo ente non ne sappiamo nulla, stiamo apprendendo la notizia dai giornali” è stato il coro unanime dei politici coinvolti. La cui posizione è oggi al vaglio della magistratura. Al momento sono soltanto denunciati dalla guardia di finanzia. I pm della procura di Palermo però potrebbero decidere di iscriverli nel registro degli indagati per finanziamento illecito. Nel frattempo il governatore della Sicilia Rosario Crocetta ha annunciato che chiederà lo scioglimento del Ciapi. Da mesi i bilanci dell’ente di formazione sono in profondo rosso. Appena due anni fa l’ente era risultato vincitore di due progetti per la “valorizzazione del settore scolastico”. Valore? Tra i settanta e gli ottanta milioni di euro. Ben quindici milioni erano arrivati dall’Unione Europea per inserire nel mondo del lavoro 600 allievi. Oggi tutti e 600 disoccupati