Per il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, le dimissioni del Papa sono state una “sorpresa”. Ma l’Osservatore romano, quotidiano della Santa Sede, scrive al contrario che “la decisione del Pontefice è stata presa da molti mesi”. Più esattamente “dopo il viaggio in Messico e a Cuba (dal 23 al 28 marzo 2012, ndr) in un riserbo che nessuno ha potuto infrangere, avendo ‘ripetutamente esaminato’ la propria coscienza ‘davanti a Dio‘, a causa dell’avanzare dell’età”. Il direttore del quotidiano Gian Maria Vian sottolinea che si tratta di una”decisione umanamente e spiritualmente esemplare, nella piena maturità di un pontificato che, fin dal suo inizio e per quasi otto anni, giorno per giorno, non ha smesso di stupire e che certo lascerà una traccia profonda nella storia. Quella storia che il Papa legge con fiducia nel segno del futuro di Dio”. Quello di oggi, prosegue, “è un avvenimento senza precedenti, e che di conseguenza ha subito fatto il giro del mondo” anche alla luce della consapevolezza “che il cardinale Ratzinger non ha in alcun modo cercato l’elezione al pontificato, una delle più rapide nella storia, e che l’ha accettata con la semplicità propria di chi davvero affida la propria vita a Dio”. Ma l’Osservatore romano non è l’unico a spiegare che la decisione risale a molti mesi fa.

Il Fatto Quotidiano: “12 mesi da vivere” – A febbraio 2012 Il Fatto quotidiano aveva riportato il contenuto di un appunto anonimo consegnato a gennaio 2011 dal cardinale Castrillòn alla segreteria di Stato e al segretario del Papa, che riferiva quanto detto dal cardinale Romeo, arcivescovo di Palermo, nel novembre 2011 durante alcuni colloqui in Cina. “Sicuro di sé, come se lo sapesse con precisione, il Cardinale Romeo ha annunciato, che il Santo Padre avrebbe solo altri 12 mesi da vivere“, si legge. Un riferimento al tempo che rimane “da vivere” che forse è da intendersi in senso figurato, ovvero in relazione al periodo che Benedetto VXI avrebbe ancora occupato sul trono pontificio. “Le dichiarazioni del Cardinale sono state esposte, da persona probabilmente informata di un serio complotto delittuoso, con tale sicurezza e fermezza, che i suoi interlocutori in Cina hanno pensato con spavento, che sia in programma un attentato contro il Santo Padre”. Gli interlocutori cinesi probabilmente hanno frainteso il messaggio e “hanno pensato, con spavento, che sia in programma un attentato contro il Papa”. Tra i nomi dei successori c’era anche quello di Angelo Scola, ma all’epoca queste parole erano considerate da Lombardi “talmente incredibili” da non poter essere commentate.

Romeo dopo l’annuncio delle dimissioni: “Il documento del Fatto? Farneticazioni” – Alla luce di quel documento e delle dimissioni annunciate da Benedetto XVI, il cardinale Romeo per la prima volta ha smentito l’11 febbraio 2013 il contenuto delle “previsioni” dicendo che ‘la storia pubblicata sulle pagine de Il Fatto Quotidiano era ed è frutto di farneticazioni mentali: sono solo e soltanto fandonie”. Poi ha aggiunto: “Il documento pubblicato dal giornale era contraddittorio e inventato totalmente. 

Del resto se fosse stato veritiero Papa Benedetto XVI sarebbe dovuto morire entro 12 mesi, ovvero nel 2012. Sbaglio o siamo nel 2013? Sono dunque tutte fandonie”. Romeo specifica inoltre che tutti, “non solo ambienti cattolici”, hanno detto che è “un fatto inventato di sana pianta, una bugia dei giornali. Una bugia inventata. Non ha senso insistere su una cosa che non esiste”. Inoltre, visto che la notizia era attribuita a lui, ha tenuto a precisare: “Se mi reco all’estero lo faccio autorizzato dalla Santa Sede che informo responsabilmente. Non vado in giro a parlare dei tempi del pontificato”. Sulla notizia della decisione di Ratzinger ha poi concluso: “Siamo stupiti e pietrificati. Ma il Santo Padre aveva già anticipato nelle interviste che se le forze venivano meno era giusto lasciare la Chiesa in mani più vigorose”.

Socci su Libero: “Dimissioni decise dopo Vatileaks” – Oltre al documento pubblicato dal Fatto, anche il giornalista Antonio Socci su Libero aveva anticipato la volontà di Ratzinger di ritirarsi a seguito dello scandalo Vatileaks e delle sue condizioni di salute. Il 24 settembre 2011 in un’articolo pubblicato sul quotidiano, prevedeva le dimissioni entro aprile 2012, “allo scoccare dei suoi 85 anni”. Il suo passo indietro in realtà è avvenuto quasi un anno dopo, ma Socci, intervistato da Huffington Post Italia, spiega di avere ricevuto nel 2011 “la notizia da fonti diverse e indipendenti dall’altro. Quando aveva osservato analiticamente la possibilità delle dimissioni nel suo libro intervista con Peter Seewald, spiegò che non sarebbero state comprensibili con la Chiesa nella tempesta. Un mese dopo scoppiò Vatileaks. Probabilmente non ritenne opportuno dimettersi in quel momento, sarebbe sembrata come una fuga. La decisione di dimettersi è stata congelata. Poi un mese fa è arrivata la grazia al maggiordomo Gabriele“. 

Il vescovo di Ivrea: “Il Papa è molto stanco” – Una posizione condivisa anche dal vescovo emerito di Ivrea, monsignor Luigi Bettazzi che a febbraio 2012 era intervenuto a Un giorno da pecora su Radio 2 per confermare l’intenzione di Ratzinger di dimettersi, ma prendendo le distanze dall’ipotesi di un attentato contro il Papa (la versione del messaggio di Romeo secondo l’interpretazione dei cinesi, ndr). “Benedetto XVI è molto stanco basta vederlo – aveva detto – è uno abituato agli studi, non a un ruolo pubblico. E di fronte ai problemi che ci sono, forse anche di fronte alle tensioni che ci sono all’interno della Curia, potrebbe pensare che di queste cose se ne occuperà il nuovo Papa”. Quanto alla notizia del ‘complotto’ pubblicata dal Fatto, Bettazzi aveva detto: “Penso sia un sistema per preparare l’eventualità delle dimissioni. Per preparare a questo choc, perché le dimissioni di un Papa sarebbero uno choc, cominciano a buttare lì la cosa del complotto“.

(ha collaborato Giuseppe Pipitone)