La scorsa settimana abbiamo parlato della componente istintiva del voto. Oggi parliamo dei risvolti affettivi, legati alle emozioni che sgorgano spontaneamente dentro di noi.

Voglio ricordare che le persone in cui la componente affettiva predomina nella scelta del partito da votare non sono meno razionali delle altre. Semplicemente ritengono che il voto non sia di grande importanza per il loro futuro “tanto vince la Francia o vince la Spagna solo che si magna” e, di conseguenza, tendono a esprimerlo in modo emotivo in base al momento e alle sollecitazioni che ricevono.

Le persone che utilizzano, nell’esprimere il voto, prevalentemente la componente istintiva, se non adeguatamente sollecitati, non si recano a votare. Coloro che utilizzano prevalentemente elementi affettivi, di solito, vanno a votare perché a loro piace esserci e partecipare, ma si situano fra gli indecisi che maturano la loro preferenza negli ultimi giorni o settimane.

Cosa c’entrano le emozioni col voto? Vorrei introdurre la teoria di Winnicott su “L’oggetto transizionale”. Secondo questa teoria il bambino in un primo momento della sua vita ripone tutta la sua affettività sulla figura materna (la persona che l’accudisce in modo prevalente). Nel corso dello sviluppo deve staccarsi progressivamente per cui trasferisce su oggetti, in modo simbolico, le caratteristiche affettive della madre. Gli oggetti simbolici più comuni sono una copertina (come quella di Linus), bambolotti o animali di peluche. In questo modo riesce ad addormentarsi tenendo vicino a sé la copertina che rappresenta, simbolicamente, la vicinanza della mamma che, per motivi pratici, esce dalla camera.

Simboli che rappresentano delle emozioni profonde che abbiamo provato continuano ad essere presenti in tutta la nostra vita. Un esempio molto diffuso è la “squadra del cuore”. Il tifoso è legato simbolicamente alla maglia per cui non gli importa chi sia il presidente, l’allenatore o i giocatori. Tutti costoro potrebbero cambiare ma lui, immancabilmente, continuerebbe a tifare per la sua squadra. Di solito esperienze infantili, come nel caso dell’oggetto transizionale, hanno fatto sì che ci legassimo a quei colori. Magari siamo andati allo stadio con zii che amavamo o coi genitori abbiamo guardato assieme le partite.

Emozioni profonde sono legate a temi o “bandiere” sventolate durante la campagna elettorale. Provo ad elencarne alcune: il sole dell’avvenire, il fascismo, il comunismo, l’ideale cattolico, il liberismo, l’antistatalismo, il bisogno di uno stato forte. Forse un nostro nonno è stato socialista o, viceversa, fascista. Questo elemento colorerà affettivamente i ricordi della nostra infanzia, legando simbolicamente le emozioni provate per quel nonno con una determinata idea.  Come nel caso del tifo per una squadra non importa chi impersona elettoralmente in questo momento quel simbolo, potrebbe anche esserne indegno, ma conta la preservazione emotiva del simbolo stesso dentro di noi.

Per questo motivo nelle ultime settimane di campagna elettorale occorre che i leader sventolino i propri simboli  anche se antiquati, desueti e antistorici. Il fascismo e il comunismo sono stati, fortunatamente, sconfitti dalla storia ma continuano ad avere una rilevante presa emotiva. Altri simboli sono logori o non più attuali, ma ugualmente riescono a catalizzare profonde emozioni. Per la riuscita di una campagna elettorale è importante collegare simbolicamente più bandiere possibili al proprio marchio elettorale. In campo affettivo, infatti, non c’è un problema di contraddizione (in effetti possiamo amare e odiare contemporaneamente la stessa persona) per cui è possibile issare più bandiere. Ad esempio si può sbandierare l’ideale cattolico e, contemporaneamente, la bandiera razzista, oppure l’idea comunista dello stato e la bandiera libertaria sui diritti del cittadino.

Senza timore di cadere in contraddizioni logiche suscitare e sollecitare emozioni profonde legate simbolicamente al passato di milioni di persone è essenziale per orientare il voto emotivo.  

Secondo voi quali simboli o bandiere sono stati riesumati durante la presente campagna elettorale?