Forse sono di due giovani somali, 25 e 30 anni, i corpi trovati carbonizzati dai vigili del fuoco ieri notte intorno alle 4. Due degli abitanti di un sottopassaggio pedonale a Roma, in corso Italia, a due passi da via Veneto, in cui trovano riparo dal freddo molti homeless. Un luogo che è un rifugio degradato dove l’immondizia e la paura impedisce agli altri di entrarci. I pompieri sono arrivati lì perché era stato segnalato del fumo. Una volta spente le fiamme sono stati scoperti i cadaveri. Quella che era diventata una casa per alcuni clochard invece è andata completamente distrutta. 

Secondo gli investigatori i due giovani sono morti per cause accidentali. Alcuni testimoni li hanno visti accendere il fuoco con un cumulo di cartoni per riscaldarsi. Si erano sistemati sui gradini di una via di fuga che porta fuori dal sottopasso ed è coperta da una pensilina. Sarebbero prima morti per asfissia e poi carbonizzati dalle fiamme. Vicino ai corpi sono state trovate coperte e bottiglie di liquore e, secondo quanto riferito, i due non dormivano nell’area attraversata dalle auto ma si erano sistemati nel sottoscala dell’uscita di emergenza. Quando i vigili del fuoco sono arrivati per spegnere il rogo, avvertiti da alcuni passanti, per i due non c’era più niente da fare. Questo microcosmo, nel cuore della Capitale, non è la prima volta che entra nelle pagine di cronaca; lunedì un altro cadavere, un altro clochard era morto per infarto.

Un recentissimo rapporto Istat ha rivelato che sono 47.648 le persone senza fissa dimora in Italia e che si tratta soprattutto di maschi (86,9%), giovani (il 57,9% ha meno di 45 anni) e stranieri (59,4%). Il 61,9% delle persone senza fissa dimora ha perso il lavoro stabile, il 59,5% si è separato dal coniuge e/o dai figli: sono queste le cause principali della condizione di homeless. Il 58,5% dei senza fissa dimora vive al nord, il 22,8% al centro. Il 27,5%, pari a 13.115, utilizza servizi di Milano, il 16,4% (7.827) di Roma, seguono Palermo, Firenze, Torino e Bologna. Oltre la metà è straniera, dice lo studio Istat, elaborato in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Caritas e Federazione italiana organismi per le persone senza fissa dimora. L’89,4% dei senza fissa dimora ha usato almeno un servizio di mensa, il 71,2% un servizio di accoglienza notturna, il 63,1% un servizio di doccia e igiene personale. Ma tanti altri, come probabilmente i due giovani uomini che hanno perso la vita, non chiedono aiuto o hanno paura di farlo perché irregolari. 

Il 17 gennaio scorso a Genova un senza fissa dimora era stato trovato morto, probabilmente ucciso per il freddo, sei giorni fa il corpo di un homeless era stato trovato vicino alla centralissima galleria Umberto di Napoli, ma a quanto pare l’uomo aveva sempre rifiutato aiuto e anche l’intervento del Comune.