“Ho lottato fino alla fine per ottenere la candidatura, ma non per avere l’immunità, che avrei potuto avere con gli altri partiti che mi hanno cercato. Non baratto la dignità con l’immunità”. Dopo il drammatico pomeriggio di lunedì che ha visto alla fine la sua esclusione dalle liste elettorali del Pdl in Campania, Nicola Cosentino parla con i giornalisti all’hotel Excelsior di Napoli, accompagnato da una nutrita clacque. “Le montature della stampa mi hanno impedito prima di essere candidato alla presidenza della Regione, e oggi candidato al parlamento. Ma accetto la decisione del partito”.  Ma il grande escluso al segretario del suo partito non risparmia frecciate: “Mai litigato con Alfano: non ho niente contro i perdenti di successo”. E sul governatore Stefano Caldoro, suo rivale nel centrodestra campano, ha ironizzato: “Lui è il buono, io il cattivo”.

Cosentino, indagato in due procedimenti per collusione con la camorra casalese e per corruzione, ha smentito di “essere scappato con le liste” dopo aver appreso della sua esclusione nella riunione di ieri all’Hotel Terminus di Napoli, spiegando che tutti i documenti sono stati consegnati in corte d’appello dal commissario Nitto Palma “nel primo pomeriggio”. L’ennesima versione differente fornita da un esponente del Pdl sul giallo di ieri.

 
(video di Andrea Postiglione

L’ex sottosegretario all’economia ha prima di tutto rivendicato il lavoro “straordinario” fatto da quando ha preso le redini del Pdl campano, dopo la sconfitta di Italo Bocchino contro Antonio Bassolino. E “oggi sono un impresentabile”, si è lamentato. Nel corso della conferenza stampa, Cosentino ha ironizzato anche sul suo ruolo di “re degli impresentabili” a suo dire affibbiatogli dai giornali. E all’ex esponente Pdl, ora approdato a Fli, rivolge un’accusa durissima: “L’unico riferimento vero dei casalesi in Parlamento è l’onorevole Bocchino. Quando parlo di riferimento mi riferisco alla parte buona che c’è nella stragrande maggioranza – ha aggiunto – le sue fortune sono iniziate da là”.

Cosentino ha ribadito i ringraziamenti a Silvio Berlusconi e ha assicurato che continuerà nel suo impegno nel Pdl, cercando di “accelerare” la conclusione delle vicende giudiziarie che lo riguardano. “Non bisognava disperdere il garantismo che è il cuore della campagna liberale e del progetto di Silvio Berlusconi”, ha aggiunto, “o darla vinta ai tre o quattro giustizialisti del partito”.