“Ho appena terminato uno stage non retribuito e ora sto per prendere la seconda laurea. Finora ho fatto solo lavoretti, non pagati o in nero, sai come funziona per noi giovani. Ho fatto anche la cameriera”. La foto su Facebook e la voce al telefono sembrano quelle di una liceale, eppure Giuditta Pini di Modena, 28 anni, fra poche settimane la dovremo chiamare Onorevole, visti i suoi oltre 7 mila voti alle parlamentarie del Partito democratico. Quello a Montecitorio sarà il suo primo vero lavoro, visto che finora, nonostante sia già dottoressa in Mediazione culturale, non è mai stata assunta da nessuno, proprio come milioni di giovani suoi coetanei. “Riformare a fondo la legge 30 (la legge Biagi, ndr) sul mercato del lavoro sarà una delle mie prime battaglie in Parlamento”.

 Col suo risultato ha messo fuori molti big del partito a Modena. Se lo aspettava?

“Siamo ancora un po’ rintronati, ma molto soddisfatti. Non ce lo aspettavamo”.

 Lei è segretaria provinciale dei Giovani Democratici e alle primarie di novembre ha appoggiato Pierluigi Bersani. Che cosa pensa di Matteo Renzi?

“Io credo che questo risultato dei Giovani democratici (otto di noi andranno in Parlamento), sia dovuto al dibattito nato durante queste primarie: sia Renzi sia Bersani hanno portato avanti il tema del rinnovamento”.

Una sua opinione su Massimo D’Alema e Rosi Bindi.

“D’Alema è stato di parola e ha fatto benissimo a fare un passo indietro e a mettersi a disposizione del partito. Anche Bindi si è messa in discussione facendosi votare alle primarie. Sono stati coerenti e non è cosa da poco di questi tempi”.

 E il Movimento 5 stelle? Del resto loro rappresentano davvero un rinnovamento totale.

“I grillini hanno avuto la capacità, attraverso internet e le assemblee aperte, di riattivare il civismo che in molti casi si era perso. Tuttavia nel nostro territorio dove noi Giovani democratici eravamo presenti, non hanno attecchito. Molti elettori di Beppe Grillo, nonostante ciò che lui dice, sono di sinistra e quindi hanno semplicemente necessità di vedere partecipazione, di sentirsi ascoltati e di poter proporre, all’interno di un progetto. E dove il Pd fa questo, aprendo i circoli, organizzando assemblee, discutendo e risolvendo problemi, il risultato è stato notevole ”.

 A parte la carica di segretario provinciale e un passato nell’Onda studentesca, lei ha mai ricoperto una carica amministrativa?

“No. Non ho alcuna esperienza amministrativa”.

 E non ha paura di non essere all’altezza del futuro seggio? Del resto scorrendo la sua pagina Facebook tra i suoi idoli ci sono personaggi del calibro di Nilde Iotti, Enrico Berlinguer.

“Abbiamo deciso di correre alle primarie proprio per questo. C’è bisogno di persone preparate e di persone che invece hanno un nuovo sguardo. Dentro un partito si hanno entrambe le cose. Nel Pd ci sono persone di altissimo livello in tutti gli ambiti che ti possono dare una mano e, d’altro canto, io posso portare una visione che loro non hanno. L’esperienza da sola non basta, proprio come la freschezza”.

 C’è un parlamentare a cui lei ‘si affiderà’ per un consiglio, una parola d’aiuto, una volta a Montecitorio?

“Ci saranno Matteo Orfini e Stefano Fassina, che conosco perché spesso li abbiamo invitati a Modena. Io vengo da quell’area lì, Rifare l’Italia, detti anche ‘Giovani Turchi’”.

 Oltre alla legge 30 che cosa farà una volta approdata alla Camera dei deputati?

“Voglio che rimangano accese le luci sulle zone terremotate della mia provincia. Poi lotterò per i diritti civili: quello per decidere del proprio fine vita, il diritto per le coppie di fatto. Se uno non si sente tutelato nei propri diritti, non può neppure sentirsi libero e neppure cittadino. Per questo c’è il distacco tra la gente e la Casta”.