“Pulizie casa e scale, piccolo condominio. Disponibilità immediata”. Un annuncio come un altro: un impiego di poche ore perfetto per arrotondare uno stipendio da precari, o per pagare l’affitto da studenti. In realtà dietro quelle parole si nasconde altro: un giro di massaggi hard nella Bologna bene gestito da un noto commerciante di 60 anni.

La segnalazione arriva al fattoquotidiano.it da una studentessa universitaria. Racconta la sua vicenda, tra lo stupore e il rammarico, oltre all’umiliazione: “Volevo un posto per pulire le scale, mi hanno offerto di prostituirmi. Avrei dovuto fare massaggi – così mi ha detto la persona che doveva offrirmi un lavoro – per quaranta minuti. Il compenso 50 euro. Ai quali se ne sarebbero aggiunti altri, vincolati al dove mi sarei potuta spingere”. E’ a quel punto che dopo la segnalazione, anche noi del Fatto inviamo un finto curriculum, con un numero di telefono attivato per essere contattati e già disattivato alla fine del percorso che ci ha portati a verificare che quanto raccontava dalla studentessa corrispondeva vero. Burattinaio il commerciante, il luogo delle prestazioni nella casa del facoltoso bolognese, clienti già avvisati di un nuovo arrivo nella scuderia.

Venticinque anni, quasi laureata e con i genitori disoccupati. E’ così che ci presentiamo nel falso curriculum. L’uomo risponde subito: la nostra cronista, armata di telecamera nascosta, si presenta all’appuntamento. “O trovo un’occupazione oppure la situazione è critica e dovrò lasciare l’università”, dice. “Stai tranquilla che se stai con me di soldi ne fai sicuramente”. Il primo incontro avviene in un bar fuori Bologna. “Guarda è facile – continua – si tratta di venire da me tre o quattro volte a settimana, fai qualche pulizia e stiri le camicie”.

Ma non finisce lì. Il signore è ricco e la sola cosa che gli manca è la compagnia. La cronista gli dice che è un momento difficile, mancano i soldi e per questo è pronta ad accettare. “Ho capito – dice lui – tu sei in una brutta situazione e io ti posso aiutare. Fino a poco tempo fa vivevo con una ragazza ucraina che faceva i massaggi ai miei amici. Adesso è tornata nel suo Paese. Lei era contenta perché da me guadagnava bene”. A casa dell’uomo c’è una stanza adibita ai trattamenti: lettino, specchi che ricoprono le pareti e un soffitto che si illumina di rosso. Vanno e vengono persone. C’è chi fa il fotografo e chi il medico, e fanno carte false per passare tempo con le ragazze. “All’inizio casa mia era frequentata anche da donne, ma sai da loro non ci si può guadagnare niente di più, mica le puoi toccare in un certo modo. Con gli uomini dipende tutto da cosa sei disposta a fare e se hai voglia di stare al gioco”.

A quel punto capiamo che il signore di pulizie non ha bisogno, quello che cerca è una ragazza da inserire nel gruppo delle frequentatrici della casa, perché possa soddisfare gli uomini che vengono a trovarlo. È un giro limitato a persone di assoluta fiducia, un gioco tra conoscenti: si mangia insieme, si prende il caffè e ci si conosce, tutto resta fidato e lui sostiene di non prendere un soldo. Così dice. “Cominciamo a vederci. Dopodomani ti porto da me e ti faccio vedere come funziona”.

Al secondo appuntamento l’incontro è in un parcheggio: la nostra cronista arriva. La macchina del “datore di lavoro” è accesa e lui fa segno di salire. “Ulteriori spiegazioni? Te l’ho detto. Fai i massaggi, ma non ci devi andare a letto per forza. 40 minuti e prendi fino a 100 euro, poi dipende da te. A seconda di cosa sei disposta a fare poi ti pagano loro”. Di fronte alle resistenze l’uomo si innervosisce. “Non ho voglia di perdere tempo né disdire tutto.” La discussione con la giornalista-esca va avanti per circa un’ora e nel frattempo chiamano due suoi amici: “Hai visto che non ti dico bugie? Le persone che vengono a casa ci sono”. Parlando con i due interlocutori però si contraddice più volte e aggiunge altri particolari: “E’ andata bene ieri sera con le ragazze? Le avete trattate bene vero? Non da puttane?”. Vuole tranquillizzare e far capire che loro sono amici fidati con cui passare il tempo e da cui ottenere buoni soldi. “Sì ci vediamo sabato con l’altra”.

E’ evidente che ha proposto il lavoro a più persone. Ma è sempre più nervoso. “Non capisci che ti stai facendo scappare un’occasione d’oro. Vedi io sono contento così: faccio un favore a te e ai miei amici. Se accetti poi sei tranquilla per sempre. Visite mediche, spese, qualunque cosa. Ci pensiamo noi”. Quello che serve per documentare la vicenda c’è. L’uomo ripete: c’è solo da accettare di essere toccata, accarezzata e di darsi da fare per un uomo che vuole essere soddisfatto. Più di 1000 euro al mese il compenso.

Ma vuole la conferma immediata. Si arrabbia. “Hai un ragazzo? Ti sta venendo a prendere. Ma lui che non ti lascia fare queste cose può garantirti 1000 euro al mese con poche ore di lavoro?”. Non può, nessuno può, per questo l’offerta è per molti irrinunciabile. Un ricatto facile, fin troppo.

di Martina Castigliani, Giulia Zaccariello e Emiliano Liuzzi