“Non ero contento del risultato delle primarie e volevo fare qualcosa,  rivolgere un quesito a tutti quelli che vogliono veramente cambiare l’Italia.” Esordisce così Giorgio Colli, quarant’anni, piccolo imprenditore lecchese. Che si occupa di costruzioni edili e dichiara di essere il promotore di www.renzipianob.it, il sito che ha rischiato di provocare l’ennesimo terremoto nel Pd perché proponeva un sondaggio di gradimento su una possibile lista Renzi, con tanto di foto e iconografia del sindaco di Firenze sconfitto alle primarie. Un dominio sponsorizzato su Google, e registrato prima che si potesse conoscere l’esito del ballottaggio, a nome di Telnext. La società dichiara di aver fatto semplicemente fronte alla richiesta di un cliente, e da oggi il sito viene registrato proprio a nome di Giorgio Colli. Che afferma: “Alcuni amici e collaboratori mi hanno consigliato come fare, ma ho fatto di testa mia e pagato di tasca mia. Mi sono mosso appena ho capito che sarebbe andata a finire così”.

Un tempismo perfetto, tanto più che Renzi al primo turno si era affermato, superando Bersani, e raccogliendo a Lecco il 42,85% dei consensi. ”Non faccio politica, costruisco case. Per me anche imprenditore è una parola troppo abusata in questo sistema pieno di burocrazia”. Racconta di essersi iscritto al comitato Renzi di Lecco, un comitato provinciale importante tenuto a battesimo dallo spin-doctor di Renzi Giorgio Gori con l’incoronazione a coordinatore di Marco Panzeri, giovane ex sindaco di Rovagnate. Ma Colli prende le distanze: “Quelle persone sono lontane, le ho viste due volte al massimo, e per me i Comitati Renzi sono finiti domenica, con il risultato ufficiale. Ma io mi sono iscritto perché ho creduto in questa rivoluzione”. E continua: “Tutti si lamentano che l’Italia va male, c’è troppa burocrazia, tutti rubano, non ci sono soldi e non si arriva a fine mese. Poi una persona dice chiaramente ‘voglio cambiare l’Italia’ e non è stata votata. In Renzi ho visto una persona che ha coraggio, il suo bonus è quello di aver detto ‘cambiamo le persone che ci hanno portato a questa situazione qua’”.

Mentre a Lecco il comitato ufficiale di Renzi comunicava ieri la continuazione delle sue attività e Giorgio Gori dichiarava che “il camper non va in garage”, un altro Giorgio, il meno noto Colli, prudentemente cambiava il sito che ha richiamato la nostra attenzione. Ben tre volte nel corso di 24 ore: rimosse le immagini di Renzi, gli slogan della sua campagna elettorale, il centinaio e oltre di post dei lettori. Espressione autentica di una parte dell’elettorato di Renzi, specie da queste parti, sembra non smettere di guardarsi attorno.

di Carlo Calore