Le tinte sono le stesse, bianco, rosso e blu: un po’ democratico, un po’ repubblicano, in ogni caso molto american style. Anche lo slogan della testata “Cambiamo l’Italia Adesso!” fa parte del panorama noto del sindaco toscano. Colpisce il tempismo scelto per il lancio di un sito sponsorizzato, il cui link appare in cima alle preferenze dopo la più semplice tra le ricerche su google: “Matteo Renzi”. Tra i risultati compare in bella evidenza un inatteso annuncio pubblicitario: “Una lista indipendente per Matteo Renzi? Facci sapere come la pensi!”. Inatteso perché appena resi noti i risultati che davano la vittoria di Pierluigi Bersani alle primarie del centrosinistra, lo sconfitto assicurava di non aver alcuna intenzione di formare una propria lista

A ospitare il sondaggio è www.renzipianob.it, nome sicuramente evocativo, ma scenario diverso da quello che lo voleva scalatore interno al Partito democratico. E forse ancora più estremo della semplice lotta tra renziani “nativi” e “acquisiti”, di cui dà conto Claudio Cerasa su Il Foglio di oggi. Insomma un messaggio alla pancia dell’elettorato di Matteo Renzi, giusto per saggiarne le reazioni. Per il momento al sondaggio hanno partecipato poche centinaia di persone ma cresce con regolarità il numero dei post (avviati solo ieri) e, a giudicare dal tono, chi li scrive sembra convinto di rivolgere direttamente il suo appello al sindaco di Firenze. All’indomani del ballottaggio c’è insomma chi sembra voler studiare le possibilità di riuscita di Renzi in un ruolo alternativo.

Il sito, creato il 30 novembre, alla vigilia del ballottaggio, è stato registrato da Telnext srl, società informatica nata nel 2001, che ha la sua sede operativa a Chiavenna in provincia di Sondrio. La Telnext, che dichiara online la propria associazione alla Compagnia delle opere, potrebbe operare per conto proprio, con un’azione di advertising diretta, o aver invece ricevuto un preciso mandato di webmonitoring, attività che rientra tra quelle svolte dalla società lombarda.

Ma da chi? E perché? Impossibile delineare un quadro preciso della situazione semplicemente guardando al parco clienti comunicato, sul suo sito, da Telnext. Che infatti vanno dalle piccole aziende e istituzioni, principalmente della provincia lariana e di Sondrio, ai media group come Banzai  e alle società come la Screen Service Broadcasting Technologies, spa quotata alla Borsa milanese, che opera nel settore delle infrastrutture per comunicazioni e offre i suoi prodotti e servizi a emittenti radio televisive e operatori di telefonia mobile.

La chiarezza potrebbe arrivare dal management di Telnext e dal suo presidente Marco Balgera, a cui nome è registrato il sito, o dallo stesso Renzi, per il quale si invoca da più parti la necessità di rendere pubblici finanziatori e attività della ‘cassaforte’ della sua campagna elettorale, la Fondazione Big Bang. 

Resta un fatto: il rompete le righe di Bersani e Renzi sembra aver allentato la vigilanza sui contenuti online, lasciando spazio anche alle iniziative di questi autentici “John Doe” della rete. Sospesi tra illusione e realtà intanto su Facebook nasce “Fondiamo il partito dei renziani”.

di Carlo Calore