Seguire il percorso dei soldi spesi dai partiti in Calabria. È questo l’obiettivo del blitz della guardia di finanza di Reggio che su disposizione della Procura si è presentata a Palazzo Campanella, sede del consiglio regionale, per acquisire tutta la documentazione delle spese, dal 2010 ad oggi, dei diversi gruppi politici. Rimborsi chilometrici, costi di rappresentanza, stipendi di ogni singolo consigliere regionale della Calabria. L’operazione delle fiamme gialle è scattata alle 9 e ha toccato anche Palazzo Foti, sede della Provincia di Reggio Calabria.

Il decreto è stato firmato dal procuratore capo, Ottavio Sferlazza, e dal sostituto Matteo Centini che sta conducendo le indagini su un consigliere provinciale eletto nella lista “Raffa presidente”, collegata a quella del Popolo della libertà. Il suo nome, nel provvedimento della Procura, è omissato anche se, da alcune indiscrezioni, sembrerebbe trattarsi di un militare “prestato alla politica” che, subito dopo la sua elezione, ha trasferito (solo sulla carta) la propria residenza nella Piana di Gioia Tauro in modo, sospettano gli inquirenti, da percepire indebitamente i rimborsi viaggio per recarsi al Consiglio provinciale. Un’inchiesta, quindi, che tocca due amministrazioni governate dal centrodestra ma che potrebbe allargarsi anche al centrosinistra.

Proprio per questo, gli uomini del colonnello Claudio Petroziello, comandante provinciale delle fiamme gialle, stanno cercando di capire se quello del politico indagato è un caso isolato o si tratta della punta di un iceberg. Dai primi accertamenti, infatti, sembrerebbe che altri politici (al momento non indagati) abbiano adottato stratagemmi per far lievitare gli emolumenti percepiti in busta paga a fine mese. 

Le fiamme gialle puntano a svelare i meccanismi attraverso i quali il denaro pubblico viene elargito dai partiti ai consiglieri provinciali e regionali. Soldi in parte gestiti a livello locale, e in parte direttamente da Roma. Secondo gli inquirenti, infatti, i rispettivi gruppi parlamentari avrebbero destinato, non si sa a che titolo, finanziamenti a politici reggini. Al momento sono solo ipotesi che giustificano quella che, negli ambienti giudiziari, è stata definita un’indagine conoscitiva avviata proprio con il blitz a Palazzo Campanella.

Occorre capire, in sostanza, se si tratta di una truffa commessa da un singolo consigliere o se, piuttosto, è un modus operandi della politica reggina e calabrese, avallato dai partiti nazionali. L’attività della guardia di finanza si protrarrà probabilmente fino al pomeriggio, quando, negli uffici di tutti i gruppi consiliari sarà acquisita l’intera la documentazione “in copia conforme”.

Faldoni che saranno analizzati dagli uomini del colonnello Petroziello i quali dovranno incrociare tutti i dati, verificare la corrispondenza dei rimborsi percepiti dai consiglieri e la rendicontazione delle spese dei partiti rappresentati in Consiglio regionale e provinciale. Ce n’è quanto basta per far tremare i polsi alla casta calabrese e ai suoi referenti romani.