Assedio alla prefettura di Livorno. Protagonista un corteo di circa 200 persone riconducibili agli ambienti anarchici e antagonisti che sotto il Palazzo del Governo ha lanciato pietre, mattoni, bombe carta e palloncini pieni di vernice bianca contro polizia e carabinieri: agenti e militari hanno dovuto riparare all’interno della Prefettura. Alcuni poliziotti sono rimasti contusi e sono stati curati da sanitari del 118: 7 di loro sono stati accompagnati al pronto soccorso per essere refertati. Anche due fotografi sarebbero stati aggrediti e ad uno è stato rotto l’obiettivo della macchina fotografica. Il corteo (che in tutto contava circa 600 persone, 200 delle quali hanno partecipato all’assedio della prefettura) aveva sfilato in centro dietro lo striscione “Livorno non si piega” dopo un primo corteo non autorizzato sfilato sabato sera per fermare il quale le forze dell’ordine avevano caricato. La manifestazione di oggi, insomma, è nata come ulteriore reazione dei partecipanti a quella prima protesta. 

Video da Quilivorno.it

Sul tentativo di assalto alla prefettura di Livorno il questore Marcello Cardona non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione perché i fatti accaduti oggi saranno riferiti immediatamente alla Procura e perché ci sono indagini in corso. “Mi sono informato e ho parlato con il questore. Noi abbiamo sempre lasciato aperto ogni canale di dialogo con tutti – ha dichiarato il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi - Possiamo ammettere ogni manifestazione a patto che sia pacifica e che non voglia interrompere quelle degli altri. Quello che è successo mi sembra che sia un passaggio di livello e non ha niente a che vedere con l’agibilità democratica della città”.

Da cosa sono state originate queste tensioni? Erano cominciate venerdì sera quando era stato impedito ad una trentina di antagonisti e No Tav di entrare all’interno del terminal crociere del porto di Livorno per contestare il segretario del Pd Pierluigi Bersani, che stava tenendo un comizio per le primarie, ed erano proseguite appunto ieri, quando un presidio non autorizzato era finito con uno scontro tra manifestanti e polizia.

Video da Quilivorno.it 

In una nota oggi a firma del Collettivo anarchico libertario e della Federazione anarchica livornese, si commentava: “I fatti accaduti nel pomeriggio di sabato, sono di una gravità estrema: quella a cui abbiamo assistito è stata una vera e propria aggressione a freddo da parte di polizia e carabinieri, qualcosa a cui la città di Livorno non è certo abituata: una netta tradizione di sinistra, una storica radicata e nutrita presenza anarchica, una forte componente antagonista e anti istituzionale hanno sempre di fatto garantito una notevole agibilità politica. Ma forse è proprio l’anomalia Livorno che va normalizzata in un momento in cui le direttive governative sono chiaramente indirizzate in senso repressivo verso qualsiasi tipo di manifestazione di dissenso, dagli studenti, agli ambientalisti, agli operai, in un momento in cui va avanti la fascistizzazione dello stato e sotto la maschera della legalità si porta avanti la brutalità della repressione e del soffocamento dei diritti più elementari”. 

“Oggi davanti alla prefettura di Livorno i poliziotti sono stati vittime di un attacco vigliacco, squadrista e gratuito – afferma il segretario provinciale del sindaco di polizia Sap di Livorno Luca Tomasin – Gente che si definiva pacifica è venuta armata di bastoni, picconi e taniche di vernice che ci ha tirato addosso. Io ero presente perchè mi trovavo in servizio assieme a tanti altri colleghi che sono tornati a casa feriti o, nella migliore delle ipotesi, pieni di vernice”. “Dobbiamo ringraziare il questore vicario, Paolo Rossi – spiega Tomasin -, per come ha gestito la situazione e l’intero servizio, altrimenti sarebbero potute finire peggio per noi. La polizia si è comportata nel miglior modo possibile, nessuna provocazione da parte nostra e chi lo dice mente sapendo di mentire. E’ stata scritta una pagina nerissima oggi a Livorno dove a subirne le spese sono stati ancora una volta i poliziotti. Siamo già al lavoro per assicurare i colpevoli alla giustizia”.