Il termine per autocandidarsi è scaduto il 4 novembre. Ma dopo quasi 20 giorni nessuno conosce ancora il numero totale degli aspiranti deputati che parteciperanno alla selezione on line del Movimento 5 stelle. Beppe Grillo, in un servizio mandato in onda da Ballarò, parla di 1600 nomi. Ma è l’unico ad azzardare una cifra. In realtà la questione primarie è ancora nelle mani dello staff di Grillo, che aspetta prima di snocciolare cifre e nomi. L’elezione degli aspiranti parlamentari deve essere gestita e supportata da una piattaforma e non ci deve essere margine di errore. E di errori, fino a oggi, ce ne sono stati, come quello della mancata email necessaria per proporsi. Non tutte le persone idonee alla candidatura l’hanno ricevuta in tempo.

“Il numero totale dei candidati ancora non lo conosciamo, sarà reso noto solo una volta completate tutte le procedure”, spiega Matteo Olivieri, consigliere comunale del Movimento di Reggio Emilia, incaricato da Gianroberto Casaleggio di occuparsi di tutte le questioni tecniche relative alla presentazione delle liste. Lui, come tutti gli altri delegati distribuiti in tutte le regioni d’Italia, non è ancora in grado di dare informazioni dettagliate. Comunicazioni ufficiali, se e quando ci saranno, verranno pubblicate sul blog. E quindi non si sbilancia. Anche perché la raccolta delle adesioni non è ancora terminata. “In questi giorni si sta completando il controllo di tutti i dati – continua Olivieri – I problemi nell’incrocio dei database, incontrati al momento della raccolta delle adesioni, hanno allungato i tempi. Anche perché la priorità è non lasciare fuori nessuno di coloro che hanno i requisiti”. Senza considerare che in alcune regioni, come il Trentino, la Calabria, il Molise e l’Umbria, Beppe Grillo, a partita già chiusa, ha concesso una deroga al regolamento per riuscire a raggiungere un numero minimo di candidati che altrimenti non ci sarebbe stato. E ha esteso la possibilità di aderire anche a coloro “che il 31 dicembre 2011 risultavano iscritti al Movimento”.

Uno strappo alle regole inevitabile che però ha dilatato i tempi. Prima di Natale dovrebbero quindi essere pubblicate sul portale le schede di presentazione. Poi si passerà alle votazioni, che dureranno 5 giorni. “Le preferenze – spiega Grillo sul blog – saranno registrate in modo da evitare contraffazioni dall’esterno”. Se tutto fila liscio a gennaio dovrebbe partire quella che gli attivisti chiamano la “fase 2”, ossia la definizione del programma, che, come promesso da Grillo, sarà aggiornato con il contributo degli utenti registrati. “Il tempo stringe – conclude Olivieri – cercheremo di avere tutto pronto, candidati e programma, in due mesi”.

Problemi ce ne sono stati anche per le elezioni regionali, soprattutto nel Lazio, dove alcuni attivisti hanno abbandonato il Movimento prima ancora di entrare e in Lombardia, dove l’altra sera a un incontro per certificare i candidati idonei al consiglio regionale si sono presentate 60 persone. In sessanta quando i posti da coprire, solo per la provincia di Milano, sono 173.

Una corsa contro il tempo, quella che deve affrontare lo staff. Contro il tempo e la tecnologia. Ma si tratta comunque di un’operazione che non è mai stata fatta prima, un esperimento che il Movimento 5 stelle vuole poter vantare in tutto il resto d’Europa: “Parliamo di una cosa grandiosa”, ha detto Grillo più di una volta nel corso dei comizi, “la scelta dei candidati attraverso la rete, un esempio di democrazia dal basso che di per sé sembrava un’operazione inimmaginabile. Noi queste persone le porteremo fino al Parlamento”.