Dopo aver lasciato l’Idv di Antonio di Pietro, Massimo Donadi dà il via a una nuova avventura politica: l’ex capogruppo ha presentato questa mattina a Roma “Diritti e libertà“, il nuovo soggetto fondato con gli altri fuoriusciti dall’Italia dei valori. “Sarà il primo partito a energia pulita, che non chiederà mai il finanziamento pubblico”, ha assicurato Donadi, nel corso di una conferenza stampa alla Camera con Nello Formisano, che sarà capogruppo e portavoce della componente a Montecitorio, Stefano Pedica, Giovanni Paladini e Gaetano Porcino.

Obiettivo dichiarato della formazione politica, è “rafforzare il centrosinistra”. Proprio per questo, ha spiegato Donadi, “partecipiamo alle primarie e abbiamo dato indicazioni di voto per Pier Luigi Bersani, perché crediamo non solo che sia una persona che ha la capacità di assumersi responsabilità di governo, ma anche che sia l’unico in grado di federare il centrosinistra. Noi crediamo che una coalizione Pd-Sel sia un incompiuto”.

A proposito dell’esperienza politica appena conclusa, Donadi spiega che “è finita l’età dei partiti personalistici, dell’uomo solo al comando in cui non c’è democrazia. La legge elettorale vigente è la prova che chi non ha democrazia al proprio interno non può produrre democrazia nel Paese. La politica non si fa con i leader carismatici e i salvatori della patria, ma con persone che lavorano 12 ore al giorno alla scrivania”. Ma, precisa, “non sarà un movimento di ex combattenti. Verso il partito in cui ho militato per 12 anni ho solo rispetto e affetto, non sopporto gli ex rancorosi”, ha chiarito Donadi. Oltre a vivere solo di finanziamenti privati, “non candideremo mai chi è stato condannato anche solo in primo grado o daremo incarichi di governo anche solo a chi è stato rinviato a giudizio. Diritti e libertà presenterà le proprie liste alla Camera e il Senato, ma siamo tutti senza rete. Non siamo usciti dall’Idv per andarci ad accomodare in posizione garantite”.