Continuano a circolare bufale sulla riforma elettorale, per cui anche oggi, che volevo scrivere di ben altro, mi sento spinto a ritornarci.

Che sia al 42 al 40 o al 30 la soglia per il premo di maggioranza non è certo l’unico rimedio possibile al presunto rischio che una minoranza governi il paese. Avete mai sentito parlare di doppio turno? Eppure ce l’abbiamo in vigore per i comuni! Serve proprio a far scegliere agli elettori anche una seconda volta: dopo aver scelto il meglio, l’ipotesi più vicina, se nessuna ipotesi supera il 50% si sceglie tra le prime due. Se veramente la preoccupazione che guida i vari Rutelli, Fini, Napolitano eccetera – e molti editorialisti – è il rischio che con percentuali attorno al 30% una coalizione prenda la maggioranza dei seggi, bene, si dia la possibilità agli elettori di scegliere tra le prime due ipotesi in ballottaggio. Perché non se ne parla?

E’ quello che è successo a Parma. E’ forse a causa di Parma che il doppio turno non vene preso in considerazione? Se la preoccupazione è quella di non spendere soldi e fatica in un secondo turno elettorale si potrebbe fare come in Australia dove gli elettori esprimono una seconda scelta sulla stessa scheda. Ma in verità quello che si sta cercando di fare è una legge elettorale che predetermini il risultato. Una cosa mai vista, in questi termini di sfacciataggine. Altrimenti come si spiega questa idea astrusa e contorta per cui il premio di maggioranza verrebbe attribuito alla coalizione se essa raggiunge una certa soglia ma altrimenti il premio di maggioranza minore – di consolazione, alla greca – verrebbe dato al primo partito e non ai suoi alleati di coalizione?

E’ evidente che stiamo parlando del Pd, di un premio che gli vogliono dare per corromperlo e portarlo sul Rutellum.. Inoltre perché si va a votare per le Regionali con una legge che attribuisce il premio alla coalizione senza soglie di sorta e per il Parlamento ci si concentra su questa astrusa riforma? Perché non si parla dell’unica vera obiettiva incongruenza che è il premio al Senato, attribuito per regioni e non nazionale? In tutto ciò però occorre anche ipotizzare che un elemento di falsa coscienza – e quindi non solo di mala fede – c’è nei politici che vogliono questa riforma. Quando Schifani dice che occorre la riforma altrimenti Grillo va all’80%  non sta parlando di inventare un trucco per togliere seggi a 5 Stelle, ma sta dicendo che secondo lui se non si approva nessuna riforma elettorale molta gente in più voterà 5 stelle. Perché la gente confusa e semplicista – questo lo dico io, non lo sto attribuendo a Schifani – vorrebbe lo scalpo del Porcellum a ogni costo, senza magari accorgersi che la riforma elettorale è davvero strumentale e di comodo.

Post scriptum: nel chiudere questo post vedo che Bersani sta accettando il premietto del 10% che andrebbe al solo primo partito, ovvero al solo Pd. Il tentativo di corruzione quindi andrebbe in porto, il Pd rinuncerebbe al premo di maggioranza di coalizione pur di avere qualche seggio in più per contrastare meglio nei negoziati post elezioni. Speriamo che nel Pd non la pensino tutti così..