Franco Battiato diventa assessore al turismo e allo spettacolo della regione Sicilia, accettando la proposta del nuovo governatore Rosario Crocetta. Le qualità artistiche del cantautore sono fuori questione, può piacere o meno, ma rimane un pezzo di storia della musica italiana.

Personalmente ho accolto con scetticismo e delusione questa nomina. Partiamo, ad esempio, da questa frase dell’artista: “Non faccio politica e non voglio avere a che fare con politici”. E’ realmente possibile non fare politica ricoprendo una carica politica e  non avere a che fare con i politici quando è stato un politico a proporti la poltrona che andrai ad occupare? E’ sostenibile un’affermazione del genere?

Oppure “Scendo in campo volentieri, seppur parzialmente, perché non posso e non voglio cambiare mestiere”. Fortunatamente Battiato non smetterà di occuparsi di musica, ma il registrare album e l’andare in tour quanto tempo porterà via ai doveri del suo “nuovo lavoro”? L’assessore al turismo e allo spettacolo della regione Sicilia farà quindi un part-time? I siciliani hanno bisogno di un assessore alla cultura part-time?

L’artista rinuncia allo stipendio e questo viene presentato come una cosa lodevole, ma cosa cambia nelle finanze di Battiato l’averlo o meno? Forse nulla?  Non mi sembra possa considerarsi un sacrificio.

Tutti contenti ed a canticchiare le sue canzoni come se fossero la migliore delle assicurazioni e lo sono, ma solo del suo valore artistico, ora non potrà esimersi dal rivestire anche un valore politico (anche se lui sostiene di no) e questo è tutto da verificare.

Spero di sbagliarmi e non dubito delle buone intenzioni del cantante, ma il tutto mi sa più di colpo d’effetto che di reale sostanza. Come spesso accade, l’immagine o lo spot ben costruito possono dirottare dall’interesse dei problemi reali.

Una volta Battiato in “Up Patriots To Arms” cantava: “mandiamoli in pensione, i direttori artistici, gli addetti alla cultura” a quanto pare invece di mandarli in pensione alla fine ha preferito sostituirsi a loro. Stiamo a vedere se potremo evitare di augurargli lo stesso destino altrimenti, sempre ricordando un altro dei suoi successi, povera patria!

di Mario De Maglie