La procura di Nola sta valutando la situazione venutasi a creare nella Fiat di Pomigliano dopo l’annuncio dell’azienda di una procedura di mobilità per 19 operai in seguito alla sentenza favorevole al rientro di altrettanti iscritti alla Fiom. Allo stato non ci sono atti ufficiali e non è stato aperto alcun fascicolo.I magistrati tuttavia intenderebbero verificare se le ultime mosse del Lingotto su Pomigliano possano configurare un ulteriore comportamento antisindacale – dopo quello già sanzionato dai giudici di Roma che hanno ritenuto discriminatoria l’esclusione degli iscritti alla Fiom dalle assunzioni in Nuova Fabbrica Italia – con possibili risvolti penali.

Dopo il comunicato Fiat sul gruppo e sul amministratore delegato Sergio Marchionne si erano concentrate le critiche dei sindacati, ma anche quelle del governo con il ministro dello Sviluppo Corrado Passera che aveva dichiarato che la mossa non gli era per niente piaciuta e il ministro del Lavoro Elsa Fornero chiedeva uno stop alla mobilità. Nel dibattito si è inserito anche il giallo del comunicato poi rettificato in cui si definivano gli operai oppositori.