È di ieri l’ennesima denuncia della scarsa trasparenza dell’attività dei magistrati del Consiglio di Stato. Nella conferenza stampa che ha appositamente convocato sulla questione dei c.d. fuori ruolo, l’on.le Roberto Giacchetti (minuti 31 e 32) – il quale ha portato avanti una battaglia contro l’odioso privilegio dei magistrati c.d. fuori ruolo – ha denunciato l’impossibilità di ricostruire integralmente i periodi fuori ruolo trascorsi dai vari magistrati amministrativi in base agli elenchi forniti dal consigliere di Stato/ministro Filippo Patroni Griffi.

Questo, ha aggiunto Giacchetti, non si è verificato con gli elenchi relativi ai magistrati ordinari, forniti dal ministro Severino. Se si va a verificare, più in generale, gli elenchi degli incarichi autorizzati ai magistrati amministrativi (nel sito giustizia amministrativa cliccando su Consiglio di Presidenza), si trova sovente che non sono stati inseriti (e presumibilmente dichiarati) i relativi compensi.

Infine, non da ultimo, il motore di ricerca della giurisprudenza risulta “in manutenzione”, mentre pare sia invece accessibile e ben funzionante, ma solo attraverso la rete intranet dei giudici del TAR e del Consiglio di Stato. Un peccato, visto che in base a tale banca dati (cui il pubblico ha avuto accesso sino a due anni fa) è stato possibile, ad esempio, riscontrare che l’avv. Carlo Malinconico, coinvolto nelle intercettazioni della c.d. cricca, mentre difendeva alcuni consiglieri di Stato (Roberto Giovagnoli e Raffaele Greco) vedeva le proprie cause decise proprio da tali magistrati, uno dei quali si è difeso dicendo che non era la prima volta che ciò accadeva (mal comune…). Quali altri consiglieri di Stato hanno deciso le cause del proprio avvocato difensore, in pendenza di mandato? Appena verrà ripristinato il “motore di trasparenza” (recte: motore di ricerca) potremo scoprirlo.

Ma, nel frattempo, non sarebbe il caso che il ministro Patroni Griffi stimolasse la sua stessa  amministrazione di appartenenza (il Consiglio di Stato, che è istituzionalmente preposto…a controllare il buon andamento e la trasparenza delle amministrazioni) a fare maggiore chiarezza sulle vicende che la riguardano!
Intanto, a proposito di privilegi, le telecamere di La7 hanno documentato in quale angusto e spiacevole ambiente di lavoro siano costretti a lavorare i circa 100 magistrati del Consiglio di Stato, sottraendo ai cittadini italiani (ed alla economia del turismo) la possibilità di accedere a quello che sembra essere più un museo che un ufficio e che, obiettivamente, è oltremodo scomodo e non funzionale alla gestione di attività giudiziaria: il magnifico palazzo Spada. Che sia ora di restituirlo a tutti noi?