“Un’alleanza per i beni comuni”. E’ il titolo dell’appello lanciato da alcuni amministratori locali e da una parte del mondo ecologista per creare un soggetto politico nuovo che alle elezioni politiche del 2013 costituisca un’alternativa all’agenda Monti. Ma anche un’alternativa per quel bacino elettorale del centrosinistra che non si riconosce nel Pd e che non vuole cedere alle lusinghe di Beppe Grillo. “E’ una chiamata a unirsi partita dal basso – spiega Domenico Finiguerra, ex sindaco anti cemento di Cassinetta di Lugagnano (Milano) e co-portavoce del partito Ecologisti e Reti civiche, una delle forze che sostengono l’iniziativa – Lo scopo è di mettere insieme le tante anime sparpagliate del mondo ambientalista e civico per guardare a quella metà del campo che non è occupata dal centrodestra”.

“Le prossime elezioni – si legge nell’appello – probabilmente vedranno una contesa tra poli costruiti e strutturati attorno alla cosiddetta “agenda Monti”. Qualcuno persegue in maniera molto chiara il Monti bis, altri si definiscono alternativi ma sono in realtà portatori delle stesse ricette, ormai provate e riprovate, che non possono essere la soluzione alla crisi economica, ambientale e morale del Paese”. La nuova proposta parte invece dalle esperienze di alcune amministrazioni locali virtuose e dei referendum del 2011 su acqua pubblica e nucleare. E si impegna su temi come territorio e paesaggio, scuola e sanità pubbliche. E poi sul lavoro, attraverso il sostegno alla consultazione popolare sulla riforma Fornero. L’attenzione è dunque messa su “tutti quei beni comuni che – sostiene Finiguerra – il centrosinistra non ha dimostrato di voler tutelare e non ha messo al centro della propria agenda politica”.

Oltre a Ecologisti e Reti civiche, hanno già aderito all’appello anche ‘Per una lista civica nazionale’, la rete di liste civiche attiva da due anni che una decina di giorni fa ha fondato la ‘Lista civica italiana’, e il ‘Movimento civico solidale’, che alle prossime elezioni regionali in Sicilia appoggia come candidato alla presidenza il magistrato Gaspare Sturzo. La nuova alleanza punta a includere altre liste civiche locali e a trovare un accordo con Alba, il progetto lanciato dallo storico Paul Ginsborg per creare un soggetto politico nuovo che sia alternativo ai partiti tradizionali.

Tra gli amministratori locali firmatari dell’appello “Un’alleanza per i beni comuni” c’è Vincenzo Cenname, che da sindaco di Camigliano, piccolo comune in provincia di Caserta, aveva ottenuto ottimi risultati nella raccolta differenziata in una regione sempre in emergenza proprio per la spazzatura. Ma nonostante ciò nel 2010 un decreto del governo Berlusconi aveva imposto di affidare la raccolta dei rifiuti a un carrozzone provinciale. Cenname si era rifiutato, col risultato di vedersi sciogliere il consiglio comunale. Alle elezioni del 2011, però, si è ripresentato ed è stato eletto con quasi l’80% dei consensi. Secondo Finiguerra, esperienze positive come questa devono essere prese ad esempio dalla politica nazionale.

Se l’appello riuscirà a fare massa critica, l’alleanza darà vita a una nuova formazione che si presenterà alle elezioni. Il nome non è ancora deciso, anche se potrebbe essere mantenuto il riferimento ai beni comuni. L’obiettivo non è facile: delle forze promotrici, l’unica di cui i sondaggi stimano il peso a livello nazionale è Ecologisti e reti civiche: “Ci danno attorno all’1,6% – dice Finiguerra -. Ma esiste un bacino enorme di elettori che hanno bisogno di proposte concrete”. E risposte di governo che, secondo l’ex sindaco di Cassinetta di Lugangano, Beppe Grillo non garantisce fino in fondo: “Non demonizzo il Movimento 5 Stelle, che ha il merito di portare avanti delle istanze che la politica deve prendere in considerazione. Ma il suo risultato eccezionale è frutto del malessere dei cittadini e di una politica che fa schifo”.

Le differenze con i 5 Stelle ci sono, a partire dall’eccessiva personalizzazione del loro movimento, spiega Italo Campagnoli, membro del coordinamento nazionale della Lista civica italiana. Tuttavia il rapporto con loro è ancora da valutare: “Se si vuole cambiare l’Italia – sostiene Campagnoli – bisogna fare delle alleanze e Grillo si rivolge alla nostra stessa area. Un’area di riferimento referendaria, anti montiana e anti casta, che, se unita, ha i numeri anche per governare. E noi vogliamo diventare promotori di un’aggregazione più ampia”.

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