Un’esperienza sensoriale da assaporare un sorso alla volta, perdendosi tra la storia, il gusto e i segreti del distillato italiano per eccellenza. È la possibilità offerta da Grapperie Aperte, manifestazione che domenica 7 ottobre celebrerà la sua nona edizione coinvolgendo 34 distillerie distribuite tra Piemonte, Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia, Toscana, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia. Un vero e proprio viaggio alla scoperta di tutto ciò che ruota attorno al mondo della grappa con visite guidate agli impianti e degustazioni con le quali apprezzare le particolarità delle diverse varietà e il loro legame con il territorio dove vengono prodotte, anche grazie agli abbinamenti che, oltre a quelli classici con cioccolato fondente e un buon sigaro, prevedranno anche accostamenti più insoliti con salumi e formaggi locali.

«È un’occasione imperdibile per gli intenditori, ma anche per chi si avvicina per la prima volta con curiosità alla grappa – spiega Elvio Bonollo, presidente dell’Istituto Nazionale Grappa, organizzatore dell’evento – grazie alla guida dei maestri distillatori che permetterà una conoscenza diretta e analitica delle qualità dei diversi prodotti». Perché in quella che è una vera e propria arte un ruolo fondamentale viene giocato proprio dalla forte volontà di ogni singolo produttore di personalizzare il proprio distillato: «È un lavoro paragonabile a quella dello scultore che dal blocco di pietra ricava una forma precisa. Allo stesso modo il distillatore, partendo da vinacce fresche rigorosamente italiane, riesce a “scolpire” un determinato profilo organolettico per la sua grappa». Passione, competenza e orgoglio, per un’attività che viene spesso tramandata all’interno delle famiglie di padre in figlio.

Radici ben affondate nella tradizione del nostro Paese, quindi, che permettono alla grappa (esportata con successo in molti Paesi tra i quali primeggiano Germania, Svizzera, Canada e Stati Uniti) di reggere meglio l’urto della crisi rispetto alla più generale contrazione del settore degli alcolici: «Per il tipo di consumo a cui è destinata – sottolinea Bonollo – le dinamiche del mercato di questo distillato si giocano non sui grandi volumi di produzione o vendita, ma sulla qualità». Con l’apertura anche a nuove categorie di clienti: «Il target di riferimento è un po’ avanti con l’età, ma oggi tra gli appassionati si contano sempre più giovani dai 25 anni in su per i quali si stanno affermando nuove grappe dai caratteri intensi ma più morbidi di quelli classici». Numeri e tecniche che non debbono però distrarre dallo scopo primario dell’assaporare uno o più assaggi in una delle distillerie di Grapperie Aperte: quello di un momento di piacere edonistico da godere nel confronto con le altre persone sedute al tavolo per cogliere tutte le diverse sfumature e i profumi nascosti nel fondo del bicchiere.

di Paolo Scandale

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