Mentre l’intero stivale guarda con rabbia al pessimo spettacolo del Consiglio Regionale del Lazio ed alla pioggia di milioni che sono stati distribuiti ai vari consiglieri regionali con le più svariate causali – con la presumibile indignazione del Governo Monti – e mentre il presidente della Corte dei Conti ammette di non aver nemmeno sospettato l’esistenza di così gravi ruberie (sic!), la spending review continua a colpire inesorabilmente gli italiani, ormai sempre più esasperati dall’accrescersi dei sacrifici richiesti.

I commenti di condanna per i fatti appena citati sono stati unanimi, Chiesa compresa. Ben poche parole, però, abbiamo sentito pronunciare sui “benefit” che una parte della categoria dei magistrati amministrativi si è auto attribuita negli ultimi mesi, circostanza che certamente ben conoscono sia il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Antonio Catricalà che il Ministro per la Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi (uno dei maggiori protagonisti della stagione dei tagli, oltre che acquirente di case con vista Colosseo), che della magistratura amministrativa (Consiglio di Stato) fanno ancora parte. Infatti, dopo che il Governo Berlusconi aveva quasi azzerato i contributi spettanti ai componenti dei vari ‘Csm’, quello dei magistrati amministrativi (il CPGA) con voto dei suoi stessi componenti si è auto-attribuito una paghetta extra da 50.000 euro l’anno per ciascuno.

L’unico ad averne parlato, a suo tempo, fu Emiliano Fittipaldi sulle pagine de L’Espresso. Oggi che i protagonisti di quella vicenda (Patroni Griffi era in quel periodo Presidente dell’Associazione dei Magistrati del Consiglio di Stato) sono diventati i protagonisti degli enormi sacrifici imposti agli italiani, ci sarebbe da chiedersi perché non siano ancora intervenuti (o almeno non abbiano speso qualche parola!) sull’aumento che i magistrati del “Csm” degli amministrativi si sono regalati in periodo di piena crisi e sacrifici.

La notizia buona, invece, è che il tentativo – avallato durante la presidenza De Lise – di pagare con extra tutti i magistrati amministrativi che lavoraserro più di quanto stabilito dal CPGA  (cioè due udienze al mese…sic!) pare stia naufragando. Una richiesta che a mio avviso suonava più o meno così: posso lavorare molto di più, ma se non mi paghi ancora di più non lo faccio, e mi dedico ai ben pagati incarichi extragiudiziari (oltre mille ogni anno, per circa 400 magistrati amministrativi!).

Non sarebbe ora che Patroni Griffi e Catricalà mettessero mano anche al portafogli della categoria di cui fanno parte e, perché no, anche alle c.d. “propine” dei  privilegiatissimi Avvocati dello Stato (di cui ho già parlato e che sono oggi agli onori della cronaca per la difesa intentata contro la Procura di Palermo sulle intercettazioni di Napolitano riguardo alla questione della trattativa Stato-mafia)?