L’educazione ai media è oggi uno degli strumenti più potenti per sviluppare nelle persone, in particolare quelle più giovani, spirito critico e consapevolezza verso i  messaggi che arrivano dai vari canali di comunicazione . Per questo all’impegno di sensibilizzazione che svolgiamo sul territorio uniamo il lavoro di formazione teorico e pratico attraverso i nostri corsi. Un ruolo attivo nell’uso dei media è ciò che offriamo come mezzo di cittadinanza democratica. Perché non è la grandezza del mercato o l’assenza di regole a rendere liberi, ma la conoscenza.

Uno dei grandi limiti nella crescita delle nuove generazioni in Italia è la profonda differenza nel livello di sviluppo tra comunicazione e formazione. Nel nostro paese è venuto meno quello che dovrebbe essere un proficuo legame tra questi due ambiti, entrambi decisivi nel progresso di una comunità complessa. Cause principali: lo sviluppo senza regole del sistema mediatico, in particolare televisivo, appiattito sul modello del puro sfruttamento commerciale; il sistematico impoverimento delle risorse destinate all’educazione pubblica, con la conseguenza che la Scuola non è in grado di indirizzare proficuamente il rapporto di ragazze e ragazzi con i mass media. L’effetto è che la maggioranza del pubblico italiano dei media a larga diffusione non può essere definita competente, nel senso che non si tratta di veri utenti ma di un semplici consumatori passivi. I corsi Nuovi Occhi per i Media sono progettati per ottenere un impatto sensibile nella realtà educativa.

Il problema della poca consapevolezza nel rapporto con la televisione, Internet e la Stampa, è concretamente sentito e denunciato da genitori ed insegnanti, che si trovano al momento privi di strumenti efficaci per fronteggiare la diffusione di stereotipi, pratiche e modelli deteriori. Noi riteniamo che preparando gli insegnanti e i formatori ai problemi e agli strumenti della comunicazione mass mediatica, in modo che siano capaci di dare orientamento ai loro alunni, sia possibile diffondere e radicare una cultura dei mass media che li renda mezzi da usare e non congegni che ci usano.

E’ questo il compito della media education nell’approccio che noi sposiamo: educare sì ai media e con i media, ma più di tutto attraverso i media puntare alla democrazia del sapere e alla creazione di cittadinanza attiva. Solo la comprensione dei linguaggi e delle tecnologie, dei propri diritti e del funzionamento del mercato dei mass media ci permette di diventare utenti e consumatori consapevoli. Liberi così di scegliere perché comprendiamo ciò che vediamo e sentiamo e non solo perché abbiamo una ampia scelta di prodotti.

Questi sono i nostri presupposti. Il nostro obiettivo è rendere le persone, soprattutto i giovani, in grado di orientarsi intenzionalmente nell’uso dei mass media, lontani dall’ignoranza che rende consumatori passivi, dai divieti che vogliono impedire il cambiamento e dalla noia che soffoca la creatività.
Il 26 settembre esce il mio libro “Senza chiedere il permesso” dedicato a questo tema.