“Basta costruire inceneritori in Emilia Romagna”. Lo afferma al termine di un incontro sul tema della gestione rifiuti l’assessore all’ambiente, Sabrina Freda (Idv), che per gli impianti già costruiti o in costruzione ne chiede la rapida riconversione.

L’assessore è intervenuto al termine della riunione con gli amministratori locali sul nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti in corso di elaborazione e, di fatto, si è posta molto vicina alle intenzioni dell’amministrazione parmigiana di Federico Pizzarotti prendendo posizione su tre fronti: riconversione dell’inceneritore; eventuali penali a carico dei vertici di Iren; stop a nuovi impianti di questo genere in Emilia-Romagna.

Focalizzando l’attenzione sul lanciare un avviso pubblico per privati interessati a realizzare un impianto di trattamento meccanico biologico, al posto dell’inceneritore: “Se per riconversione dell’impianto il sindaco intende una prospettiva di progressivo spegnimento di tutti gli inceneritori non sono solo dico che va bene, ma aggiungo che lo dice l’Europa”.

”La pianificazione su scala regionale – prosegue – permetterà di ottimizzare il flusso dei rifiuti per renderlo più efficace e trasparente. Occorrerà pianificare non solo lo smaltimento, ma anche il recupero e la filiera del riciclo, che devono diventare l’obiettivo centrale del piano. Si tratta di una sfida impegnativa, che affrontiamo avendo come stella polare la direttiva quadro europea”.

In cantiere anche la promozione della raccolta ‘porta a porta’, la realizzazione di impianti per il recupero, accordi con la grande distribuzione e il sistema produttivo. Poi una precisazione sul sistema in corso di elaborazione, che l’assessore ha spiegato oggi agli Enti locali e intende farlo anche con le multiutility nei prossimi incontri: ”la strategia regionale prevede una responsabilità condivisa, è bene sapere che ruolo ognuno intenda giocare”. Per gli Enti locali vuol dire anche che ”nessuno può pensare di dire ‘io i miei rifiuti li porto altrove’. Ognuno dovrà fare la propria parte”.

Infine arriva un parere sulla richiesta di sequestro preventivo del cantiere di Uguzzolo: “Lascio fare alla magistratura il proprio lavoro. Qualsiasi decisione prenderà la magistratura non dovrà però ricadere come costi sui cittadini, che sono già abbastanza tartassati. Se dovessero essere individuate responsabilità della multiutility, sarà la multiutility a doversene fare carico”.

Delrio scarica Pizzarotti: “L’inceneritore di Uguzzolo? Problema vostro”. In attesa del pronunciamento del gip sulla richiesta di sequestro preventivo del cantiere di Ugozzolo, il dibattito sull’inceneritore di Parma oltrepassa i confini della città ducale. Il sindaco Federico Pizzarotti, ospite alla festa reggiana del Partito democratico, ha parlato di multiutility e del loro futuro insieme ai colleghi di Reggio Emilia e Piacenza, Graziano Delrio e Paolo Dosi.

Ad accomunare le tre città emiliane insieme a Genova e Torino è proprio la società di servizi Iren, contro cui ormai da mesi la giunta parmigiana del Movimento 5 stelle ha avviato una battaglia per bloccare la realizzazione dell’impianto di smaltimento rifiuti alle porte della città. “L’impianto è stato voluto dalle precedenti amministrazioni che hanno dimostrato ignoranza sul tema dei rifiuti – ha detto Pizzarotti – ora dobbiamo riparare a quegli errori per i cittadini”. Ma a frenare i suoi entusiasmi rispetto a quello che era stato il suo cavallo di battaglia in campagna elettorale, ci ha pensato subito il collega reggiano. “Il problema dell’inceneritore c’è, ma deve risolverlo Parma – ha detto Delrio – Sono gli enti locali di Parma che hanno voluto l’impianto e quindi se cambiano idea, il problema è loro”.

Il sindaco di Reggio fa notare anche che i lavori per il termovalorizzatore sono già quasi terminati e quindi per tornare indietro occorrerebbe pagare un indennizzo a Iren per l’opera completata e mai utilizzata. “Il discorso inceneritore di Parma mi interesserà nel momento in cui si creerà un danno all’azienda di cui sono socio. Allora valuterò come agire” ha aggiunto Delrio, riferendosi a Iren.

A differenza di Parma, Piacenza ha un inceneritore attivo dagli anni Novanta, che oggi, a detta del sindaco Dosi, “non funziona a pieno regime, visto che nel frattempo la raccolta differenziata è arrivata al 60 per cento”. A Reggio Emilia invece si è intrapresa la strada dello spegnimento del forno, sostituendo l’incenerimento al trattamento meccanico biologico dei rifiuti. Anche perché, sottolinea Delrio, che è anche presidente dell’Anci, “oggi gli inceneritori sono in sovraofferta rispetto alle necessità della Regione perché ci sono meno rifiuti da bruciare di quelli che potrebbero essere bruciati negli impianti esistenti”.

La strada intrapresa dal Comune reggiano ne è la prova, e anche su questo aspetto, ancora tornando all’eventualità di fermare il termovalorizzatore di Ugozzolo, Delrio lancia una frecciata a Pizzarotti: “Noi puntiamo a ridurre al massimo il residuo e non abbiamo intenzione di usare il vostro inceneritore, quindi se è per noi potete farne quello che volete”.

Pizzarotti ha quindi preannunciato i prossimi passi per quanto riguarda lo smaltimento rifiuti a Parma: da novembre la raccolta differenziata spinta sarà estesa anche al centro storico e sarà aperta una manifestazione di interesse ai privati per la realizzazione di un impianto di trattamento meccanico biologico- fabbrica materiali con cui riconvertire il Polo ambientale integrato in cui oggi sorge la ciminiera dell’inceneritore. A questo proposito, e in attesa dell’esito delle indagini della magistratura, non sono mancate le stoccate a Iren e in generale al ruolo delle multiutility e della privatizzazione dei servizi.

“Assegnare i servizi a società quotate in Borsa che hanno l’obiettivo di fare utili ha dimostrato di non portare benefici ai cittadini – ha detto il sindaco a Cinque stelle, riferendosi alle tariffe ducali – Parma è la punta di diamante di questo sistema, con una tariffa rifiuti di 168 euro a tonnellata, molto più alta della media, che non è dovuta al fatto che non abbiamo l’inceneritore, ma ad aspetti che andremo a chiarire in futuro con la società”.

Nel frattempo il braccio di ferro tra Comune di Parma e Iren prosegue. L’assessore all’Ambiente Gabriele Folli, sull’ipotesi di reato di abuso edilizio, su cui indaga la Procura, ha confermato che la società non ha mai versato gli oneri di urbanizzazione per i lavori sull’inceneritore, che ammontano a 420mila euro. Inoltre, dopo un primo tentativo andato a vuoto, i Cinque stelle hanno ripresentato la richiesta di dimissioni del vicepresidente Iren Luigi Giuseppe Villani, che era stato nominato dalla giunta di Pietro Vignali. “E’ un medico e non è un tecnico adeguato al ruolo – chiarisce Pizzarotti – ed è anche un consigliere regionale, quindi non capiamo i criteri con cui è stato nominato”.

Grillo a Parma contro l’inceneritore. Mentre dalla Regione il consigliere Cinque stelle Andrea Defranceschi interroga la giunta di viale Aldo Moro su quale percorso intenda intraprendere, anche alla luce delle dichiarazioni di Delrio, per lo spegnimento degli inceneritori in Emilia Romagna, il prossimo appuntamento per lo stop all’impianto di Ugozzolo è il 22 settembre. A Parma si terrà una grande manifestazione con esperti in materia che vedrà anche la presenza di Beppe Grillo. “Sarà un’occasione per fargli conoscere la giunta – spiega il sindaco, che non ha più incontrato il leader del Movimento dalla sua vittoria – e di discutere delle alternative all’incenerimento rifiuti”. A chi gli chiede se l’incontro sarà un modo per ricompattare il Movimento dopo gli ultimi dissapori interni, Pizzarotti risponde: “Mi auguro che in quella occasione arrivino a Parma tutti i rappresentanti del Movimento, come già era successo in campagna elettorale – E poi, riferendosi allo scontro Favia-Grillo  – Non posso parlare per altri, ma come in tutte le famiglie, quando si discute, da una parte e dall’altra si rimane imbronciati per un po’, ma penso che ci sia sempre modo di fare dialogo e di ricompattare”.