Dopo che sul quotidiano Libero di ieri è uscito un articolo su Zdenek Zeman dall’eloquente titolo “Altro che ribelle: belle parole e pochi fatti. Zdenek è un comunista…”, sulla Rete si è scatenato il finimondo. Anche perché il pezzo in questione è riuscito nell’impresa di mettere in discussione i due totem del paese, il calcio e la politica, e i suoi grandi tabù. E così in poche ore su Twitter l’hashtag #zemancomunista è entrato nella lista dei top trend in Italia. Dall’ironia alla parodia, dai fotomontaggi alle citazioni storpiate, o meglio adattate come se il tecnico boemo fosse diventato il nuovo lider maximo del marxismo-leninismo, dentro e fuori dal Grande raccordo anulare gli utenti hanno scatenato la propria fantasia.

Una risposta goliardica a un articolo scritto da un giornalista che non ha mai nascosto la sua fede (non certo zemaniana) e i suoi stretti rapporti con Luciano Moggi, che da quando è stato radiato è diventato editorialista sportivo proprio di Libero. Un articolo che è una dichiarazione d’intenti fin dal catenaccio: “Ideologia, disciplina, collettivismo e culto della personalità: fuggito dalla Praga occupata, il boemo usa metodi sovietici. E la Juve è l’alibi dei suoi flop”. Che assomma poi ardite considerazioni psico-socio-politico-calcistiche per dimostrare che Zeman e il comunismo sono la stessa cosa: ovvero dei falliti. Fino alla mirabolante conclusione: “Come il comunismo, Zdenek promette meraviglie che, alla resa dei conti, si rivelano ingannevoli miraggi”.

E così, ecco che in Rete subito si scatena la fantasiosa risposta degli ammiratori del tecnico boemo (e per estensione del comunismo?), che partendo dalle perle di saggezza contenute nell’articolo di Libero utilizzano Twitter per trasformare la AS Roma nella “Associazione Sovietica Roma”, e i gradoni tipici degli allenamenti zemaniani negli “stalingradoni”. Ovviamente accompagnati dalle note di: “Bandiera giallorossa trionferà…”. E siccome, stando al pezzo di Libero, c’è evidentemente chi ancora crede che i comunisti mangino i bambini, ecco che c’è chi è convinto che Zeman “se magni i laziali”, o chi fa orrende scoperte: “E com’è che vicino a Trigoria (centro d’allenamento della Roma, ndr) gli asili sò tutti vuoti?”. 

Il binomio Zeman-comunismo tira, e in rete spuntano notizie surreali: “Sparito il vice-allenatore della Roma. L’uomo si chiama Trotsky e non da notizie da giorni”. Indiscrezioni fantasiose: “Dice che quanno Lamela tiene troppo palla er Boemo lo chiama Bakunin…”. E citazioni riadattate: “Sulla tomba di Marx a Highate è scritto: Gli allenatori hanno solo interpretato il calcio, il 4-3-3 lo ha cambiato”. Al gioco partecipano noti enigmisti come Bartezzaghi: “Opere di Zeman: La Capitale”.

E il quotidiano romano Il Messaggero addirittura propone un sondaggio: il boemo è di destra o di sinistra? La risposta può essere trovata nella frase che apre il suo sito: “A mio parere, la grande popolarità che ha il calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza in ogni angolo del mondo c’è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi”. O in una recente intervista a France Football, dove il tecnico boemo ha dichiarato: “Quanto agli spettatori, secondo voi, cosa preferiscono? Preferiscono vedere gol e spettacolo, la squadra che va all’attacco, e non i vari catenacci. Quindi seguo quello che dice e chiede il popolo”. Vuoi vedere che, alla fine, Zeman è davvero comunista?