E’ morto Carlo Maria Martini, cardinale per 22 anni della diocesi di Milano. Ieri le sue condizioni di salute si erano aggravate. Da sedici anni combatteva contro il morbo di Parkinson e aveva rifiutato l’accanimento terapeutico. Una scelta che non sorprende se si pensa all'”uomo” che l’ha fatta, ma che potrebbe scatenare polemiche per quello che è stata la sua vita e il suo ruolo. Martini, 85 anni, era ricoverato Aloisianum di Gallarate. Poco dopo le 16 dal cancello del collegio è uscito un anziano sacerdote, che non ha voluto rendere noto il proprio nome, e che però ha detto ai giornalisti che lo hanno avvicinato per chiedergli se sapesse qualcosa del Cardinale, “Martini è morto. Era un grande uomo, un grande studioso, ci ha lasciato tanti insegnamenti, era un uomo di Dio”. Poi si è allontanato in auto.

“E’ purtroppo entrato in fase terminale. Dopo un’ultima crisi, cominciata a metà agosto, non è più stato in grado di deglutire né cibi solidi né liquidi. Ma è rimasto lucido fino all’ultimo e ha rifiutato ogni forma di accanimento terapeutico”. Il neurologo Gianni Pezzoli, che da anni ha in cura l’arcivescovo emerito di Milano, questa mattina aveva spiegato la scelta di Martini, che era rientrato da Gerusalemme nel 2008 – dove si era ritirato per approfondire i suoi studi sulla Bibbia – proprio per l’aggravarsi della malattia che lo assalito nel 1998.  

“Il cardinal Martini soffre di Parkinson da tanto tempo, circa 16 anni, e ha sempre dichiarato la sua malattia” rifletteva Pezzoli, responsabile del Centro per la malattia di Parkinson e i disturbi del movimento degli Istituti clinici di perfezionamento di Milano.”Fino al rientro in Italia le sue condizioni sono rimaste discrete, ma il cardinale ha cercato di vivere una vita normale fino all’ultimo, praticamente fino all’ultima crisi. Dopo un episodio di disfagia acuta – continua il neurologo – il cardinal Martini non è più stato in grado di deglutire nulla ed è stato sottoposto a terapia parenterale idratante. Ma non ha voluto alcun altro ausilio: né la Peg, il tubicino per l’alimentazione artificiale che viene inserito nell’addome, né il sondino naso-gastrico. E’ rimasto lucido fino alle ultime ore e ha rifiutato tutto ciò che ritiene accanimento terapeutico”. La notizia del peggioramento delle condizioni di salute per il prelato è stata diffusa ieri e per questo l’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, ha invitato “tutti i fedeli della Diocesi e a quanti l’hanno caro” a pregare per lui.

“Una persona straordinaria. Un testimonial di riferimento per tutti i pazienti con il Parkinson, per la forza che ha dimostrato di fronte alla malattia – diceva stamattina Pezzoli – Non si è mai arresto. Pensare positivo è il suo motto e il suo messaggio più grande. Anche quando si trovava in condizioni veramente difficili, il cardinal Martini ha sempre cercato di vivere una vita normale, mantenendo contatti costanti con tutti quelli che lo andavano a trovare. Ha rappresentato e rappresenta un testimonial di riferimento costante. Non ha mai cercato di nascondere la sua malattia, anzi l’ha sempre dichiarata con grande coraggio. Ha partecipato a svariati convegni sul Parkinson, durante i quali ha sempre risposto alle domande dei pazienti. Ha continuato a scrivere per il Corriere sino a fine giugno”, poi “a metà agosto l’ultima crisi” che lo ha fatto entrare “in una fase terminale”. “Per noi è stato ed è un onore poterlo seguire”. 

”La sua posizione sull’accanimento terapeutico era nota, ha scritto tanto in questi anni ed è quello che ha rispettato. Non c’è stato dunque bisogno di parlarne. Il cardinale Martini è stato comunque sempre molto scrupoloso nell’assumere farmaci, e non ha mai detto: ‘Questo non lo voglio’ Io l’ho visto l’ultima volta questa mattina – racconta Pezzoli – poi è stato seguito dal suo gruppo infermieristico. Non c’è stata necessità di un mio ulteriore intervento in queste ore. Sapeva di essere in una fase terminale della sua malattia, anche se in queste ultime ore non era più cosciente”. Quanto all’accanimento terapeutico, Pezzoli ribadisce “che è una pratica scorretta – continua – che non viene attuata. Può esserci qualche dubbio nel caso di persone giovani, ma in questo caso non vi è mai stato alcun dubbio. Del resto la prognosi era così poco favorevole. Si è spento a distanza di poche da quando c’è stato l’ulteriore aggravamento delle sue condizioni”. Martini seguiva una terapia “molto complessa ma non era attaccato a nessuna macchina – conclude Pezzoli – E’ stato un decorso tranquillo. La sua malattia è durata quasi 17 anni”.

”Mi auguro che tutti noi possiamo vivere con fede questo momento di passaggio del cardinal Martini, testimone di una vita offerta e donata a Dio secondo una varietà di forme: intellettuale, grande biblista, rettore di università e pastore – dice il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, a radio Vaticana. Personalmente ho avuto la possibilità di un ultimo lungo colloquio con lui sabato scorso, da cui ho ricavato sostegno e aiuto per questo delicato ministero. Sono certo che ora il cardinal Martini accompagna dall’alto la Chiesa milanese e tutti gli abitanti di questa nostra grande arcidiocesi. Abbiamo appreso la notizia mentre eravamo riuniti come Consiglio episcopale e insieme, ci siamo raccolti in preghiera. Adesso, abbiamo invitato tutta la diocesi, le famiglie, le parrocchie, le comunità religiose, le associazioni e i movimenti, ad intensificare la preghiera di gratitudine per la grande personalità del cardinal Martini e per il suo lungo ministero a Milano”. Scola sottolinea come l’apertura di Martini alle istanze del mondo moderno sia stato “uno degli aspetti che hanno contraddistinto il suo ministero milanese e di cui tutti gli daranno atto; tutti i mondi, milanese e non solo, gliene daranno atto”. In più, ne apprezza la volontà di dialogo anche con atei ed agnostici, “perché – spiega il porporato – la proposta di Gesù Cristo è sempre, di nuovo, rivolta a tutti. Il cardinale ha ripreso una grande tradizione con una sua peculiare sensibilità”.

La camera ardente sarà allestita nel Duomo di Milano dalle 12 di domani. I funerali saranno celebrati sempre in cattedrale lunedì alle 16.