Sarà la procura di Taranto a curare l’esecuzione del sequestro preventivo dei reparti dell’area a caldo di Ilva spa. Lo ha deciso il tribunale di Taranto che, reintegrando Bruno Ferrante tra gli amministratori e custodi giudiziari, ha affidato al pool di magistrati guidato dal procuratore Franco Sebastio il compito di sorvegliare l’operato dei custodi estromettendo di fatto il giudice per le indagini preliminari Patrizia Todisco dalla vicenda.

Il collegio, formato dal giudice Pietro Genoviva, Filippo Di Todaro ed Elvia Di Roma, nell’incidente d’esecuzione richiesto dai legali dello stabilimento siderurgico, ha infatti dichiarato inefficaci i decreti emessi dal gip lo scorso 10 e 11 agosto. Non solo. Ha esplicitamente disposto che «l’esecuzione del sequestro preventivo in questione deve avvenire a cura del pm procedente» e non quindi come finora era avvenuto a cura del giudice per le indagini preliminari. Una decisione che si allinea con quanto disposto dal tribunale del riesame che motivando la conferma del sequestro senza facoltà d’uso, ha spiegato che «le modalità esecutive, in concreto, non possano che essere individuate dagli stessi custodi-amministratori, sulla base delle migliori tecnologie disponibili, ed attuate sotto la supervisione del pm procedente quale organo dell’esecuzione, all’esclusivo fine della eliminazione della situazione di pericolo».

Eppure a guardare i precedenti sequestri avvenuti di recente nel tarantino, disposti dal gip Patrizia Todisco su richiesta della procura, l’amministrazione dei beni sequestrati è sempre stata curata dallo stesso gip. È stata infatti Patrizia Todisco a nominare i custodi giudiziari e a seguire il loro lavoro nelle vicende che hanno riguardato il sequestro dell’istituto di vigilanza “La vigilante”, nel sequestro dell’emittente televisiva Studio100 e nel sequestro di un immobile all’ex presidente del Taranto Enzo D’addario.

Nelle motivazioni, infatti, il precedente tribunale del riesame, facendo riferimento all’articolo 104 delle disposizioni d’attuazione del codice di procedura penale, ha individuato il pubblico ministero come organo che eseguire il provvedimento. Tuttavia per l’amministrazione dei beni sottoposti a sequestro, disciplinati dall’articolo 104 bis, il testo normativo parla di “autorità giudiziaria” senza chiarire se si tratti della procura o del giudice che ha emanato il provvedimento.

A chi spetta quindi il compito di seguire i lavori del collegio di custodi? Una situazione abbastanza confusa che nel frattempo sta creando non pochi mal di pancia nel palazzo di giustizia di Taranto.

La riconferma di Ferrante ha nuovamente aperto scenari pochi chiari: l’ex prefetto di Milano dovrà infatti rispondere del suo operato alla famiglia Riva in qualità di presidente del cda Ilva e alla procura in qualità di custode giudiziario. Come farà Ferrante a seguire le disposizioni di parti giuridicamente contrapposte?

Per il collegio presieduto dal giudice Antonio Morelli che aveva nominato per la prima volta ferrante si trattava di «una situazione sanitaria e ambientale così grave e drammatica» che richiedeva a « tutte le autorità competenti, secondo le rispettive responsabilità, attribuzioni e competenze» di assumere le «decisioni necessarie per il recupero della legalità violata» tanto da ritenere «opportuno e necessario il coinvolgimento dei vertici aziendali nella gestione di tale delicato momento esecutivo». Per il giudice Patrizia Todisco invece questo rappresentava un «palese conflitto di interessi».

“Il Tribunale del riesame – si legge in una nota a firma dell’azienda – ha accolto le richieste dell’Ilva reintegrando nell’incarico di custode il presidente Bruno Ferrante. Ciò consentirà di proseguire nella strada indicata dallo stesso Tribunale del riesame il 7 agosto, vale a dire il necessario collegamento tra l’attività dei custodi e dell’azienda, nella prospettiva della massima collaborazione finalizzata alla difesa del lavoro e della salute. E’ il momento – conclude l’Ilva – della piena assunzione di responsabilità da parte di tutti, il provvedimento di oggi va in questa direzione”.