“C’è il sospetto che a Rimini si applauda non per ciò che viene detto. Ma solo perché chi rappresenta il potere é lì, a rendere omaggio al popolo di Comunione e Liberazione“. E’ quanto si legge in un lungo editoriale che Famiglia Cristiana dedica all’intervento del presidente del consiglio Mario Monti al Meeting di Comunione e Liberazione in corso a Rimini. Intervento al quale è seguito, sulla stessa linea, quello del superministro Corrado Passera. Entrambi convinti nell’affermare che la crisi è ormai superata. Alla domanda del fattoquotidiano.it sulle vittime della disoccupazione e sulle speranze dei quarantenni Passera ha detto che la generazione, quella generazione, ha ancora 25-30 anni di lavoro. E su questo punto il settimanale cattolico, molto vicino alla potentissima Curia di Trento e ai Paolini, ovviamente, da sempre distante dalle posizioni di Cl, ha risposto:  “Le parole di Monti sono servite a dar fiducia a un Paese con il freno a mano tirato. Anche se il cammino di risanamento è lungo. Un discorso di speranza, con forti contrasti con la realtà. Ma quali provvedimenti  stanno creando lavoro e contrastando la disoccupazione giovanile? Il Paese è stremato. Dieci milioni di famiglie tirano la cinghia. La disoccupazione è al 10,8%. Solo un italiano su tre ha un posto regolare a tempo indeterminato (meno che in tutti i Paesi europei). Secondo Eurostat, gli occupati in Italia sono 450 mila in meno che nel 2007. Aumentano i cassaintegrati. Su una popolazione di 60,8 milioni di residenti, solo il 36,8% (22,3 milioni di persone) lavora”.

Là dove gran parte della stampa italiana non aveva osato, è arrivato il settimanale cattolico a sferrare l’attacco che forse fa più male al popolo di Cl, consapevole che da oggi in poi il ripensamento del Meeting diventa una tappa quasi obbligatoria. Meeting che, come raccontano al fattoquotidiano.it fonti interne, ha rischiato anche di saltare, causa le vicende giudiziarie di Formigoni e l’assenza di molti sponsor. 

Formigoni però, al contrario di quanto i suoi si aspettavano, ha rilanciato la sua personale posizione di fronte alla magistraturta, proprio attraverso il Meeting. Il suo appartamento all’interno della fiera è stato arredato come ogni anno, e nel solito appartamento il “celeste” ha ricevuto sia Monti che Passera. Per complimtarsi – come ha detto lo stesso Formigoni – sulla presa di posizione forte del governo in merito alle intercettazioni.

 “Un lungo applauso del popolo dei ciellini ha accolto il premier. Tutti gli ospiti del Meeting”, spiega l’editoriale, “a ogni edizione, sono stati sempre accolti cosi’: da Cossiga a Formigoni, da Andreotti a Craxi, da Forlani a Berlusconi. Qualunque cosa dicessero. Poco importava se il Paese, intanto, si avviava sull’orlo del baratro. Su cui ancora continuiamo a danzare. Non ci sembra garanzia di senso critico, ma di omologazione. Quell’omologazione da cui dovrebbe rifuggere ogni giovane. E che rischia di trasformare il Meeting di Rimini in una vetrina: attraente, ma pur sempre autoreferenziale”.